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Dieta del Dna, personalizzata secondo la genetica del singolo paziente

Abbiamo chiesto un parere al dottor Damiano Galimberti, dietologo e nutrizionista, specialista in scienze dell'alimentazione che visita i suoi pazienti in Habilita Poliambulatorio San Marco Bergamo.

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Occupiamoci di dieta e di come stabilire quale sia il modo corretto di mangiare determinati alimenti in base alle nostre caratteristiche.

Damiano Galimberti

Per farlo chiediamo un parere al dottor Damiano Galimberti, dietologo e nutrizionista, specialista in Scienze dell’Alimentazione che visita i suoi pazienti in Habilita Poliambulatorio San Marco Bergamo.

“Quando un paziente telefona in studio – spiega il dottor Galimberti – e mi chiede: “Lei, dottore, che dieta fa?”, gli rispondo “La sua”. Sia che si tratti di una dieta finalizzata al calo di peso, piuttosto che al benessere e alla lunga vita”.

In che senso “la sua”?

La sua nel senso che ogni dieta è unica, perché unico è il Dna di ogni singolo individuo:il tesoro di tutte le informazioni vitali, la biblioteca che contiene tutte le informazioni che regolano il funzionamento del tuo metabolismo e del tuo organismo. Unico è il genoma, l’insieme delle informazioni genetiche depositate nella sequenza del Dna.

Nel 1862 il filosofo Ludwig Feuerbach affermò che noi siamo quello che mangiamo. È vero?

Solo in parte. Infatti, un esperimento che volesse dimostrare questa ipotesi non avrebbe successo. Se per assurdo due persone, con lo stesso stile di vita, mangiassero i medesimi alimenti, ci accorgeremmo che il loro corpo si comporterebbe in modo del tutto personale. Vale anche per una dieta: se un soggetto seguisse insieme a un amico/a la stessa dieta, otterrebbe risultati per lo più differenti. Questo determina che ciascun individuo, risponde all’alimentazione diversamente da tutti gli altri.

Quindi?

Non si possono applicare o imporre regole e schemi che prescindano dalla singola persona, dalla sua costituzione genetica, dal suo stile di vita, dal suo rapporto con il cibo. Non solo. Pensate a quanto sono frequenti gli insuccessi dietetici. Cali di peso a fronte anche di estenuanti sacrifici e poi successiva rapida ripresa dei chili persi, spesso anche con i cosiddetti interessi: si finisce così col pesare di più di quando si era iniziata la dieta.

Quali sono gli errori più gravi che si fanno quando ci si mette a dieta?

Io consiglio sempre ai miei pazienti di non perdersi in conteggi calorici, smanettando tra le tante app che calcolano le calorie dei cibi che si assumono; di evitare di soccombere ai pensieri negativi e ai sensi di colpa; di non inseguire il gossip dietologico, passando da una dieta a un’altra ancor più improbabile. Non esiste una dieta universale né una filosofia di pensiero dietologico in cui a forza cercare di farti rientrare. Impara prima a conoscerti e poi a seguire la dieta più adatta per te.Ogni persona reagisce al cibo che introduce in modo personalizzato, diverso dagli altri, in quanto non assume solo sterili calorie, ma molecole che andranno a interagire con l’organismo e con il metabolismo, a loro volta condizionati dal Dna.

Lei propone la dieta genetica. Di che cosa si tratta?

La dieta genetica (o dieta del Dna) è un superamento della dieta del gruppo sanguigno, che è basata su osservazioni empiriche e non su basi scientifiche consolidate. Soltanto esami approfonditi attraverso test diagnostici avanzati, genetici, di assoluta scientificità e oggi approcciabili da tutti possono stabilire l’esatto e specifico rapporto tra una persona e il cibo. Oggigiorno siamo a tutti gli effetti entrati nell’era genomica, o, meglio, nutrigenomica. Immaginate un percorso dietetico dimagrante. Siete a tavola con un amico. Avete fatto la stessa dieta. Apparentemente siete simili: stessa altezza, stesso sovrappeso, stesso stile di vita. Ma il risultato diverge, voi avete perso qualche etto e lui qualche chilo. Perché? Perché non solo si è ciò che si mangia, ma soprattutto ciò che si assimila e quello che detta il Dna all’organismo. Non si tratta più, pertanto, diuna dieta basata solo sulle abitudini alimentari e di vita, ma anche confezionata a immagine e somiglianza, nella sua composizione qualitativa, nella distribuzione ed organizzazione dei pasti della giornata, nella individuazione di cibi e nutraceutici in grado di agevolare il successo del piano d’azione.

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