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Riva di Solto e Fonteno, la Regione dice no al cambio di confine: polemiche

Si ritorna a parlare del discusso caso del mutamento di confini tra Riva di Solto e Fonteno, in provincia di Bergamo e, questa volta, il dibattito è stato spostato direttamente nel consiglio regionale della Lombardia

Si ritorna a parlare del discusso caso del mutamento di confini tra Riva di Solto e Fonteno, in provincia di Bergamo e, questa volta, il dibattito è stato spostato direttamente nel consiglio regionale della Lombardia. 

L’Assemblea regionale, infatti, ha definitivamente stabilito in merito alla proposta avanzata dai due Comuni che avevano avviato le procedure amministrative per il mutamento delle circoscrizioni comunali. Una vicenda che riguarda una parte della frazione di Xino: la richiesta verteva, infatti, sul fatto che tutte le case della piccola località passassero sotto il comune di Fonteno, mentre oggi ce ne sono circa 15 che appartengono a Riva di Solto.

A febbraio, il referendum, approvato da Regione Lombardia, che aveva coinvolto i 30 cittadini residenti, aveva dato responso favorevole alla modifica, con l’ok, anche, da parte dei due sindaci dei paesi della Bergamasca. Arrivata la questione in consiglio regionale nella mattinata di martedì 19 febbraio, la proposta è stata bocciata: con voto segreto è stata, infatti, approvata la proposta di non passaggio all’esame degli articoli del progetto di legge sul mutamento dei confini tra i due Comuni con 36 voti a favore dello stop e 33 i contrari.

Durante il dibattito sono intervenuti i consiglieri regionali della Lega Floriano Massardi, Alex Galizzi, Alessandra Cappellari, Viviana Beccalossi del Gruppo Misto, Dario Violi (M5S), Jacopo Scandella (PD), Niccolò Carretta (Lombardi civici europeisti) e Manfredi Palmeri (Energie per l’Italia).

“Esprimo grande imbarazzo a dover intervenire per l’ennesima volta sulla questione, soprattutto perché questa è una decisione presa dai cittadini attraverso un referendum popolare autorizzato proprio da Regione Lombardia, con entrambi i sindaci favorevoli e attesa da anni sul territorio che ha tenuto occupati gli uffici di questo Consiglio per  troppe settimane, impegnando troppe ore i lavori di Commissione. Progetti di Legge come questi ne vediamo in continuazione e passano tutti senza nessun problema proprio perché dettati dalla volontà popolare di cui la maggioranza dice di voler rispettare, anche se, visto quanto accaduto oggi, sembrerebbe ad intermittenza. Chiedo perché le decisioni prese dai cittadini vanno bene solo quando la maggioranza leghista le condivide?Questo fatto, apre un grande precedente in Regione e la maggioranza ha il dovere di prendersi tutte le responsabilità del caso perché è grave opporsi alla volontà popolare, in qualsiasi caso”, ha dichiarato il consigliere regionale Niccolò Carretta.

La prima votazione ha riguardato il documento relativo al referendum consultivo svolto dal Comune di Riva di Solto, in seguito, si è trattato dell’ atto amministrativo, che prevede il rimborso da parte della Regione per le spese che il Comune ha sostenuto per il referendum consultivo (5.800 euro), ed è stato approvato all’unanimità: via libera, quindi, al rimborso regionale per le spese sostenute per l’indizione del referendum consultivo, ma stop al mutamento di confini.

“Un atto di arroganza immotivata. È vergognoso che la maggioranza in Regione abbia bloccato per mesi la decisione per poi arrivare, alla fine, a negare la richiesta fatta dai Sindaci, confermata dal voto dei cittadini interessati e sostenuta anche dalla Comunità Montana. Discettano di una frazione che nemmeno conoscono e poi ribaltano l’esito del voto referendario solo perché chi ha perso ha gli amici giusti in Regione. E poi non si prendono nemmeno la responsabilità di proporre ai comuni una riperimetrazione alternativa, facendo buttare via così due anni di lavoro”, ha aggiunto il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella.

“È vergognoso che i partiti in Regione Lombardia pretendono l’autonomia ma poi calpestano la volontà dei cittadini affossando una richiesta che viene direttamente dal territorio. Non è accettabile che, nonostante i due Comuni si siano espressi molto chiaramente, qualcuno con gli agganci giusti abbia messo in discussione la volontà popolare. È un approccio antidemocratico che dimostra la totale incoerenza dei partiti che hanno sconfessato i territori e i cittadini. Così si allontana la gente dalla politica e non si fanno gli interessi della collettività”, così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia, ha voluto commentare la bocciatura del consiglio regionale.

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