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Leggere per diventare grande: “Il libro di Julian – A Wonder story”

Quali sono i libri che non possono mancare nella formazione di una ragazza di 14 anni? Lo scopriamo con Livia

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Avendo già più di una volta letto, e apprezzato il film Wonder, spinta dalla curiosità, non ho potuto fare a meno di prendere con me quest’altro libro, che sta volta, va a presentare un personaggio completamente diverso: quello che, effettivamente, sarebbe il bullo.

Il ragazzo in questione è Julian; il suo nome e la sua essenza si lasciano una lunga storia alle spalle.
Spinto dalla rabbia, dalla confusione e dalla foga, appoggiato da una madre forse un po’ stanca e forse un po’ imbarazzata, sbaglia, pervaso da sentimenti che non gli appartengono. Il suo compagno Jack pare avergli voltato le spalle, migliore amico, oramai, del nuovo arrivato, August: un ragazzino sfigurato in volto, ma animato da profondo coraggio e sensibilità.

I due si incontrano per la prima volta per volontà del preside, che, cercando di rendere, per August, le cose più semplici, convoca un gruppo di ragazzini, fra cui Julian, dando loro il compito di fare conoscenza col lo spaesato, e nuovo all’interno del contesto scolastico, Auggie.

Nonostante inizialmente l’incertezza e i primi dissapori vengano soffocati e ignorati, la situazione comincia a complicarsi, nel momento in cui Jack, amico di Julian, comincia ad allontanarsi da questi, ed avvicinarsi quindi ad August, il quale riceve, dal nostro protagonista, amareggiato e incredulo, una serie di bigliettini, direttamente via armadietto: “Mostro! Vattene dalla nostra scuola!” e “Dovresti fare un favore al mondo…e morire!”

Fortunatamente, il preside e i professori vengono a conoscenza della questione, prima che possa ancora maggiormente aggravarsi. Julian viene richiamato, assieme ai genitori, che prontamente, a seguito della sospensione che il figlio riceve, scelgono di spostarlo dalla scuola, convinti dell’innocenza del ragazzino. Durante l’estate, alla ricerca del proprio rimorso, onnipresente seppur soffocato dalla rabbia, Julian parla privatamente con la nonna, una donna francese compagna del buon vino e dei bei vestiti.

Proprio in questo punto del libro, il protagonista viene a conoscenza di una storia, che sotto certi aspetti lo riguarda, e che lo incide profondamente, cambiando il suo modo di cogliere e percepire ciò che lo circonda, aiutandolo quindi a fare un passo indietro, e a bloccare la scalata di un percorso che lo stava, lentamente, portando all’esclusione. Julian cambia scuola, ma solo dopo esser maturato ed essersi accertato del fatto che August non lo avesse ricordato, alla vecchiaia, come il mostro.

Consiglio questo libro a chiunque, dico davvero! Piccolo appunto: prima, vi dico ovviamente di leggere Wonder, il libro di August dalla copertina azzurra. Il lessico è semplice, diretto, pulito, permette di focalizzare le proprie attenzioni anche su pensieri e opinioni personali.
Leggendo, non l’avrei mai detto, ma ho apprezzato parecchio il personaggio di Julian, che con una buona dose di coraggio, è stato in grado di rimediare ai propri errori e liberarsi così dei propri demoni e delle proprie insicurezze.

Credo di aver imparato qualcosa di nuovo anche oggi: ognuno ha le proprie ragioni, buone o cattive
che siano; la cosa fondamentale è dare a tutti la possibilità di aprire gli occhi e scuotere il capo, porsi domande e indagare sulla propria persona, fuggire da colpe e paure.

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