Il centrodestra ancora diviso: Bergamo alla Lega o a Forza Italia? - BergamoNews
Elezioni amministrative

Il centrodestra ancora diviso: Bergamo alla Lega o a Forza Italia?

Con l'ufficializzazione da parte della Lega del nome di Giacomo Stucchi sembrava che il toto nome potesse finalmente chiudersi, ma così non è stato

Tu sì. Tu no. Tu, forse. Tu, non lo so. Tu, dipende. Sembra di essere in un gioco da bambini, ma, in realtà, siamo in pieno clima pre-elettorale con l’indecisione che regna sovrana nel centrodestra e che non accenna a cedere di un passo.

Meno 95 giorni alle elezioni comunali che decideranno il nuovo sindaco di Bergamo e sembra di essere ancora ai primi di ottobre, nella stessa situazione in cui si trovava il centro-destra quando Giorgio Gori ha confermato di volersi ricandidare: con gli stessi nomi portati avanti dalla Lega (Giacomo Stucchi e Alberto Ribolla) e da Forza Italia (Gianfranco Ceci e Alessandra Gallone). Nel corso dei mesi successi si è aggiunto il nome di Andrea Tremaglia per Fratelli d’Italia, e sono “spuntati”, anche, candidati civici dall’area leghista come Agostino Da Polenza e Privato Fenaroli.

Con l’ufficializzazione da parte della Lega di Giacomo Stucchi sembrava che il toto nomi potesse finalmente chiudersi, ma così non è stato. La coalizione non riesce a trovare un accordo sull’ex presidente del Copasir e, quindi, c’è chi dice che si potrebbe tornare indietro. E si torna a parlare anche di Agostino Da Polenza.

È tutto, quindi, ancora, un immenso “boh”. La palla, si sa, ormai è passata al livello nazionale, che deve assumersi il compito di mettere d’accordo il centrodestra su un unico nome e “distribuire” equamente le città lombarde tra Forza Italia e Lega: fondamentali Bergamo, Pavia e Cremona.

Per la città del Torrazzo la decisione è stata presa: è sul nome del leghista Alessandro Zagni che è stata trovata una convergenza, grazie anche all’appoggio di Massimiliano Salini, eurodeputato di FI che, di certo, non si sarebbe mai mosso senza un ok di Mariastella Gelmini.  A Pavia, invece, il tavolo delle trattative è ancora aperto, anche se sembrerebbe che FI abbia contattato la Lega per trovare un accordo territoriale su un nome espresso dal Carroccio.

Tutto, quindi, pare mettersi a favore della Lega anche per Pavia, andando, così, controcorrente rispetto all’ultima decisione che la vedeva affidata a FI.

E se anche per Bergamo si cambiassero le carte in tavola? Nell’ultima riunione della coalizione si era sancito che Bergamo “spettasse” alla Lega, ma l’attendismo della Gelmini fa dubitare. Se, infatti, dietro a questi continui rinvii ci fosse la volontà di prendere tempo e far chiudere accordi territoriali differenti rispetto a quanto prospettato dalla Lega, affidando, quindi, Bergamo a Forza Italia?

Sarebbe la sconfitta finale di una Lega che, in questi mesi, altro non è stata che silente. Secondo qualcuno, potrebbe trattarsi del timore di perdere contro Gori e, soprattutto, di perdere una città ritenuta “leghista” come Bergamo; sarebbe, forse, preferibile la sconfitta di un forzista piuttosto che di un leghista?

Siamo all’ultima querelle, si continua a dire che è “questione di poco” per arrivare ad una decisione. Lo si ripete da settimane, che sia la volta buona?

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