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Febbre da reddito di cittadinanza, Corna: “Denuncia la povertà ma preoccupa la sua efficacia”

Gli appuntamenti per la compilazione dell’Isee hanno una crescita continua rispetto alle settimane precedenti: nei prossimi giorni, nei Caf Cisl delle diverse sedi provinciali arriveranno circa 10mila persone.

Un dato atteso, che denuncia la situazione di povertà che colpisce anche il nostro territorio. Però siamo preoccupati della reale efficacia dello strumento”. Così il segretario generale della Cisl di Bergamo, Francesco Corna commenta la “febbre” da reddito di cittadinanza che sta salendo sempre più.

Nelle ultime settimane un numero crescente di persone si sta recando al Caf del sindacato chiedendo di svolgere le pratiche necessarie per presentare la domanda di reddito di cittadinanza (inviabile dal prossimo 6 marzo).

Se si analizzano i soli parametri Isee, e si tiene conto dell’afflusso registrato al Caf Cisl, a Bergamo e provincia potrebbero far richiesta di reddito di cittadinanza 25mila persone o nuclei familiari.

Gli appuntamenti per la compilazione del modulo sulla ricchezza personale hanno una crescita continua rispetto alle settimane precedenti: nei prossimi giorni, nei Caf Cisl delle diverse sedi provinciali arriveranno circa 10mila persone per compilare la domanda per l’Isee (il documento ufficiale lo rilascerà l’Inps) e dai calcoli sulle domande già espletate e sulle proiezioni rispetto ai dati degli anni scorsi, almeno la metà dei richiedenti sarà sotto la fatidica soglia dei 9.360 euro, cioè uno dei parametri da rispettare per vedersi riconoscere il reddito o la pensione secondo il recente decreto.

“Sono sempre più le persone che entrano nei nostri uffici – dichiara Monica Gardana, responsabile del Caf Cisl provinciale – per informazioni su come ottenere il RdC. Ed è tale l’interesse tra i cittadini che da gennaio a oggi sono stati emessi quasi 5mila dichiarazioni Isee e ben 2.151 sono inferiori al tetto richiesto dal decreto. Se guardo il planning degli appuntamenti, si vede chiaramente una vera e propria crescita esponenziale da qui a fine marzo, in città come nelle sedi periferiche. Ci sono picchi di affluenza soprattutto nella sede di Grumello e Treviglio, mentre meno “interesse” sembra riscontrare nelle valli, dove comunque il dato relativo al reddito rimane sopra il 30%”.

Quindi, se in queste ultime settimane agli sportelli Caf la parola più pronunciata dagli utenti è una sola, Isee, negli uffici fiscali della Cisl bergamasca, si viaggia alla media di 1500 pratiche alla settimana.

“Valutare in termini numerici l’incremento delle persone è difficile – continua Gardana -, perché molte delle persone che vediamo erano già seguite dai nostri operatori. Ma devo dire che tutte sono interessate a questo nuovo provvedimento e credo che molti di loro abbiamo le caratteristiche, almeno reddituali, per riuscire ad ottenerlo”.

La notevole mole di richieste era stata prevista dal sindacato, anche se rimangono perplessità sull’efficacia della nuova misura per aiutare gli indigenti. Il segretario generale della Cisl di Bergamo, Francesco Corna dichiara: “È un dato atteso, anche se importante, quello emerso dalla proiezione dei nostri Caf: denuncia la situazione di povertà che colpisce anche il nostro territorio e sul quale da tempo denunciamo e ci battiamo. Anche nel nostro territorio ricco, infatti, la forbice tra chi possiede di più e quelli che hanno meno si allarga prepotentemente. Però, se dobbiamo riportarlo agli obiettivi del RdC siamo preoccupati della reale efficacia dello strumento, che mischia misure di intervento sul reddito e velleità di favorire l’occupazione. Da questo punto di vista, il ruolo che secondo il decreto dovrebbero svolgere i Centri per l’Impiego sconterà immediatamente lo stato di poca attenzione che gli stessi hanno vissuto negli ultimi anni, senza ricambio di personale e di adeguamento strutturale. Eppure, nei disegni del Governo, proprio i centri per l’Impiego dovrebbero essere determinanti nella realizzazione del progetto. Poi, il procedimento di ottenimento risulta molto complesso, e l’iniziativa svilisce parzialmente il ruolo giocato dai comuni sul Reddito di inclusione e il lavoro di rete che per questo si era messo in campo. Se l’obiettivo è combattere la povertà, allora vanno rinforzati i comuni e le loro azioni; se invece si vuole creare lavoro, allora bisogna investire in strutture di politiche attive e attivare i finanziamenti utili a far ripartire opere e infrastrutture e il circolo virtuoso che crea occupazione”.

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