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“Bergomum, un colle che divenne città”, prende il via il viaggio nella Bergamo Romana foto

La mostra, organizzata dal Comune di Bergamo e dal Civico Museo Archeologico in collaborazione con la Sovrintendenza, consentirà ai visitatori di osservare numerosi reperti inediti che permetteranno loro di compiere un viaggio nella Bergamo Romana

Transitando per Città Alta sono numerosi i tesori che potete osservare, dalla Basilica di Santa Maria Maggiore a Piazza Vecchia, dal Palazzo della Ragione al Duomo passando per la Rocca sino al complesso della Cittadella; tesori conosciuti ai più, ma che al tempo stesso nascondono nelle loro viscere importanti testimonianze sul nostro passato e che, con un balzo di quasi 2000 anni, ci permettono di conoscere l’antica Bergomum.

Saranno proprio queste testimonianze al centro di “Bergomum, un colle che divenne città”, la mostra che sino al prossimo 19 maggio a Palazzo della Ragione renderà i visitatori protagonisti di un viaggio nella Bergamo Romana in cui, seguendo le orme di un anonimo viandante proveniente da Como, potranno toccare alcuni dei luoghi simbolo dell’antico insediamento, dalla necropoli di Borgo Canale al teatro di Piazza Mascheroni passando per luoghi di culto, per le terme di Piazza Mercato del Fieno sino al centro della vita cittadina, il Foro, oggi posto al di sotto di Palazzo del Podestà.

“Si tratta di un progetto comune nato dalla collaborazione fra l’assessorato alla cultura, il Civico Museo Archeologico e la Sovrintendenza e che dà esito a quarant’anni di campagne archeologiche in cui si sono rinvenuti numerosi reperti che ci raccontano com’era la Bergamo Romana – spiega Giorgio Gori, sindaco di Bergamo -. Siamo contenti di ciò perché, se da una parte ci permette di mostrare per la prima volta in maniera così approfondita quanto si è studiato sinora, dall’altra ci permette di aumentare l’identità della città”.

L’esposizione, realizzata grazie alla collaborazione dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Bergamo e di Fondazione Adriano Bernareggi, al sostegno di Regione Lombardia e al contributo di Provincia di Bergamo, Uniacque e Immobiliare Percassi, permetterà di conoscere Bergomum non soltanto attraverso più di quattrocentocinquanta reperti, come le maniglie in bronzo con l’effige del dio Oceano oppure il balsamario di vetro blu a forma d’uva, ma anche grazie al sostegno della tecnologia, come illustra l’assessore alla cultura Nadia Ghisalberti: “Nonostante l’archeologia non sia una materia semplice, questa suscita sempre interesse e lo dimostrano le esposizioni come questa che alle spalle vede un lavoro di quattro anni intervallato da un’applicazione che mette in rete tutti i siti archeologici della città”.

In conclusione la mostra non si fermerà soltanto a Palazzo della Ragione, ma proseguirà negli altri siti archeologici della città, come il Museo della Cattedrale e l’area archeologica di Vicolo Aquila Nera, come sottolinea la direttrice del Museo Archeologico Stefania Casini, curatrice della rassegna insieme a Maria Fortunati: “Creare un’esposizione sull’archeologia urbana non è semplice, poiché spesso in questo campo si ritrovano solo piccoli frammenti, tuttavia con ‘Bergomum’ siamo riusciti a costruire un progetto composito che unisca la mostra con il museo e i siti”.

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