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Dopo l’omicidio di Marisa, boom di denunce da donne impaurite: 3 al giorno

Dal primo gennaio al 12 febbraio, 94 segnalazioni (più del doppio dello scorso anno) tra cui 35 dopo il delitto di Curno

L’omicidio di Marisa Sartori ha scosso la Bergamasca. Non solo a parole, ma anche nei fatti. Dalla sera del 2 febbraio, quella del delitto della 25enne di Curno da parte del marito Ezzedine Arjoun, si registra una media di tre denunce al giorno di donne impaurite da uomini.

Nel dettaglio, i dati della Procura di Bergamo parlano di 94 segnalazioni dal primo gennaio di quest’anno al 12 febbraio, tra cui 35 dopo l’uccisione della parrucchiera. Un numero più che raddoppiato rispetto a quello dello stesso intervallo di tempo di dodici mesi fa, quando ne erano state presentate 45 per l’articolo 572 del codice penale, vale a dire maltrattamenti contro familiari o conviventi, oppure per il 612 bis, ossia atti persecutori o stalking.

Le 95 segnalazioni di questo mese e mezzo saranno oggetto di indagine, per capire se corrispondono a quanto affermato da chi ha denunciato o eventualmente potrebbero essere derubricate in altri reati minori.

In ogni caso, resta il fatto dell’impennata di denunce da parte di donne spaventate, che finalmente hanno trovato il coraggio di segnalare comportamenti persecutori di mariti, fidanzati o semplici conoscenti.

Il procuratore Pier Luigi Maria Dell’Osso, a capo del distretto che comprende anche la nostra provincia, nel corso di un vertice in prefettura 48 ore dopo il delitto di Curno, aveva esortato a denunciare e a fare rete: “È il momento di dire basta – le sue parole – . Anche perchè i numeri della provincia di Bergamo sono pesanti, con ben 21 femminicidi in tre anni, tra tentati e compiuti.

Le stazioni dei carabinieri dei paesi devono segnalare possibili situazioni a rischio. Ma anche agli avvocati possono evidenziare casi di coniugi con separazioni piuttosto turbolente. O ancora i sindaci dei comuni e gli stessi abitanti, che soprattutto in realtà piccole di solito si conoscono tutti tra di loro.

La persona che denuncia, poi, deve essere aiutata a trovare una struttura che le permetta di allontanarsi dal soggetto che ritiene pericoloso”.

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