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Moltrasio annuncia il suo ritiro da Ubi Banca

Andrea Moltrasio, presidente del consiglio di sorveglianza di Ubi, si congeda dall'istituto bancario, spiegando le sue ragioni in una lettera ai soci.

“Impegni professionali e personali non mi permettono, qualora fosse il caso, di continuare con il richiesto time commitment”: con queste parole Andrea Moltrasio, presidente del consiglio di sorveglianza di Ubi, si congeda dall’istituto bancario, spiegando le sue ragioni in una lettera ai soci.

Prima del rinnovo dei vertici bancari, ad aprile, con il nuovo sistema monistico l’ingegnere bergamasco, in una lettera cui dà notizia il Sole 24 Ore, dettaglia i motivi della rinuncia al Patto degli azionisti bresciani, alle Fondazioni CrCuneo e Banca del Monte di Pavia e ai soci bergamaschi radunati nel Patto dei Mille.

Il nuovo modello di governance di Ubi Banca, più snello, prevede un unico Consiglio a 15 membri (tra cui un presidente, un vicepresidente e il consigliere delegato) e un Comitato per il controllo di gestione ridotto a 5. Due terzi dei consiglieri saranno indipendenti, mentre fino a 3 membri saranno tratti dalle liste di minoranza. La durata è fissata in tre esercizi.

“Le sfide che attendono la banca sono difficili e richiedono una ponderazione ben superiore alla semplice osservanza dei documenti ufficiali – scrive Moltrasio -, pensando più alla strategia futura e alle persone che possono realizzarla non solo con capacità tecniche specifiche e leadership adeguata, ma anche con visione e forte innovazione nel loro Dna personale”.

Nell’ottobre scorso gli attuali vertici di Ubi Banca si erano resi disponibili per un nuovo mandato: l’Ad Victor Massiah, il presidente del consiglio di sorveglianza Andrea Moltrasio e il presidente del consiglio di gestione Letizia Moratti. Con il nuovo modello di governance monistico il presidente sarà soltanto uno, anche se è previsto un vice presidente.

La policy sui conflitti d’interesse e sui requisiti dei componenti degli organi di vertice, i traguardi di Ubi sottolineati da Moltrasio nella lettera, senza rinunciare a quella cautela dettata dalla volontà di “fare banca per bene” che ha portato senza traumi all’acquisizione e all’integrazione post crisi di Banca Marche, Etruria e CariChieti e all’approvazione, la settimana scorsa, dei risultati “migliori degli ultimi dieci anni”.

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