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Sindacati a Roma contro il Governo, in piazza anche mille bergamaschi fotogallery

Partiti di notte con pullman speciali, treni e mezzi propri, hanno raggiunto la capitale per unirsi alle migliaia di lavoratori e pensionati per chiedere all'esecutivo di cambiare la politica economica

C’erano anche mille bergamaschi tra le duecentomila persone che hanno preso parte alla manifestazione nazionale #FuturoalLavoro promossa da Uil, Cils e Cgil. Partiti di notte con pullman speciali, treni e mezzi propri, hanno raggiunto Roma per unirsi alle migliaia di lavoratori e pensionati che hanno voluto esprimere il proprio dissenso contro il Governo, che ha approvato una Legge di Bilancio considerata non in grado di fornire adeguate risposte alla situazione del Paese.

Angelo Nozza, segretario generale della Uil Bergamo, ritiene la grande partecipazione “la riprova, se ancora qualcuno avesse dei dubbi, che il sindacato italiano è profondamente radicato nella società ed è dovere di tutti i governi ascoltare le istanze che vengono portate avanti da Uil, Cisl e Cgil. La Uil di Bergamo ha fatto la sua parte, un grazie va a chi ha dato il suo contributo a questa bellissima giornata”.

La partecipazione alla manifestazione nazionale è andata oltre le aspettative – il commento di Francesco Corna, segretario generale della Cisl Bergamo -. C’era tantissima gente, addirittura molti non sono nemmeno riusciti ad entrare in piazza San Giovanni. Questo significa che i lavoratori e i pensionati, che in questo Paese pagano le tasse, vogliono un cambio di tendenza con una diminuzione del carico fiscale, investimenti piuttosto che assistenzialismo e la rivalutazione delle pensioni sopra i 1.500 euro. La delegazione di Bergamo è stata una della più numerose perché anche il nostro territorio ha bisogno di investimenti in strutture all’avanguardia”.

Angelo Chiari, della segreteria Cgil Bergamo, sottolinea l’importanza di una manifestazione unitaria dopo quasi sei anni e aggiunge: “Tanti lavoratori e pensionati sono scesi in piazza per rimettere al centro il lavoro, la crescita, lo sviluppo e i diritti rispetto a provvedimenti che rischiano di creare danni all’economia del nostro paese. Il Governo deve delle risposte a queste persone”.

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