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Sanremo, le pagelle dei duetti: Cristicchi e Meta prenotano la vittoria finale - BergamoNews
Quarta serata

Sanremo, le pagelle dei duetti: Cristicchi e Meta prenotano la vittoria finale

Quarta puntata dedicata alla gara dei duetti per il Festival della Canzone Italiana, una gara che ha visto l'affermazione di Motta e Nada

Come ogni “dittatore artistico” che si rispetti, Claudio Baglioni non poteva non creare una serata a sua immagine e somiglianza, così, forse senza neanche troppa fantasia, ha pensato bene di occupare il venerdì sera italiano con i duetti.

Cinquantasei cantanti sul palco, cinque ore di diretta televisiva e prestazioni altalenanti, è questo il riassunto della quarta serata del Festival di Sanremo, una serata dominata da Luciano Ligabue e dai suoi cambi improvvisi di look.

Fra grandi sorprese e cocenti delusioni chi sarà affermato alla corte del re del rock ?

Andiamo a scoprirlo con le nostre pagelle.

Federica Carta e Shade – Cristina d’Avena 4,5: Se Cristina d’Avena si prendesse la colpa di quanto fatto, potremmo anche perdonare Federica e Vito, peccato siano stati proprio loro a scegliere come compagna di esibizione la regina dei cartoni animati. Tutto andava per il meglio finché non compare una spaesata Cristina che scambia i due giovani interpreti per Mila e Shiro POCO IDEE E PURE CONFUSE

Motta – Nada 6,5: Ci siamo persi due serate, finalmente arriva Nada a sistemare le cose e a zittire gli urli di Motta che si mette alla chitarra e riprende il posto che gli spetta. BUSSOLA

Irama – Noemi 6: Noemi entra in gara e si prende la scena, facendo da una parte perdere l’attenzione sul significato del brano, dall’altra rompendo con i suoi acuti inutili l’armonia creatasi nel corso delle serate fra la voce di Irama e il coro gospel.  ESAGERATI

Patty Pravo e Briga – Giovanni Caccamo 4,5: Siccome pare che l’acconciatura in stile Predator non sia sufficiente per farsi notare, la ragazza del Piper decide di interrompere l’esibizione di Briga ed entrare come se la sua inutile presenza fosse indispensabile. La sostituzione della cantante veneziana con Giovanni Caccamo avrebbe giovato sia alla classifica del duo che alla salute degli spettatori, peccato che lei sia l’unica a non accorgersi. PRESUNTUOSA

Negrita – Enrico Ruggeri e Roy Paci 5: L’introduzione musicale accompagnata dalla tromba di Roy Paci ricorda molto l’atmosfera di quei locali in cui si entra una volta nella vita per errore, per fortuna poi arriva Enrico Ruggeri e trasforma il brano in ciò che dovrebbe effettivamente essere, una canzone rock. In quota Negrita osserviamo un Pau sempre più spento ogni sera che passa.  MONTAGNE RUSSE

Il Volo  – Alessandro Quarta 8,5: Diamo a Cesare quello che è di Cesare: dopo alcuni uscite a vuoto il Volo è tornato a incantare l’Ariston. Per il trio si tratta di un ritorno dopo la brutta prestazione della seconda serata,  un ritorno che viene ampliato grazie al suono celestiale del violino di Alessandro Quarta, all’inizio in apparenza inutile , ma fondamentale per ridare il tocco di classicità perduto dal Volo. CELESTIALI

Arisa – Tony Hadley e i Kataklò 5: D’accordo che per rendere più a proprio agio una mummia proveniente direttamente dagli Anni ’80 come Tony Hadley è necessario riproporre un ritmo di quell’epoca, ma ciò che forse era meglio evitare era la trasformazione del brano di Rosalba in una brutta copia dei successi degli Spandau Ballet. SANREMO OPERAZIONE NOSTALGIA

Mahmood – Guè Pequeno 4: A proposito di soldi, probabilmente questa sera Guè è riuscito a spendere di più per la giacca che la Rai intera per due anni di Baglioni, il tutto semplicemente per esibirsi trenta secondi e cantare pure maluccio. In merito alla sfacciataggine di Mamhood non abbiamo ancora nemmeno stasera alcun cambiamento. SPENDACCIONI

Ghemon – Diodato e i Calibro 35 3,5: Con la presenza di Diodato qualcosa cambia poichè finalmente si torna a sentire una voce decente, tuttavia ciò non basta per fermare quella canaglia di Ghemon che trascina il Festival verso un sonno tormentato dai suoi acuti. INCORREGGIBILE

Francesco Renga – Bungaro, Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel 8: Con questo duetto si raggiungono alcune delle punte più elevate della serata, alcuni istanti di armonia conditi dalla danza classica. LACRIME

Ultimo – Fabrizio Moro 4: Nella dura lotta per il successo Ultimo prova a giocare la carta Fabrizio Moro pensando di vincere facile, in realtà sbaglia completamente tattica e finisce per rovinare il proprio brano a causa dell’inadeguatezza dell’interprete che prima si sovrappone alla sua voce, poi la rovina con le sue urla strazianti. PECCATI DI GIOVENTU’

Nek – Neri Marcorè 7: Curiosa la versione mista di “Mi farò pronto”, una versione che potrebbe divenire ancor più vincente se trasposta in un altro genere musicale oltre a quello del rock. Non sappiamo quali siano le intenzioni di Filippo, però se fossimo in lui un pensierino sul nuovo genere lo faremmo. RAPPER

Boomdabash – Rocco Hunt e i Cantori di Milano 7,5: Rocco Hunt è il fratello mancante che nei momenti di necessità sa portare il proprio apporto e rendere la propria esibizione ancor più vincente. La voce dei Cantori di Milano rende un po’ più scolastico il ritornello, ma ai giovani coristi non si può far altro che i complimenti. ESPLOSIVI

The Zen Circus – Brunori Sas 4-: Dobbiamo esser sinceri con Dario: grazie di aver ceduto alle lusinghe dei banditi pisani, altrimenti non sappiamo dove saremmo finiti. La presenza di Brunori Sas migliora un minimo la situazione, ma se si vogliamo dare una scossa al Sanremo del gruppo è necessario fare un cambio al vertice del gruppo FAR WEST

Paola Turci – Giuseppe Fiorello 5: Se non si è cantanti di professione, non è facile improvvisarsi sul palco di Sanremo e questo è il caso di Giuseppe Fiorello che non centra per nulla la tonalità del brano. Da apprezzare l’aiuto dato a Paola Turci per proseguire nella propria crescita, però tutto ciò non basta per ottenere una sufficienza IMPERFETTI

Anna Tatangelo – Syria 7: E’ proprio vero che l’amicizia fa miracoli. Lo dimostrano Anna Tatangelo e Syria che, grazie alle loro voci, riescono a raggiungere gli animi degli ascoltatori senza esagerare negli acuti. SORELLE

Ex Otago – Jack Savoretti 5-: In genere si dice che chi parte bene è già a metà dell’opera. Non è il caso del gruppo genovese che, prima di dare la parola al Fausto Leali inglese non ci permettono di ascoltare i primi versi del brano. E’ NECESSARIO UN TRADUTTORE

Enrico Nigiotti – Paolo Jannacci e Massimo Ottoni 7,5: Gran parte di questo voto è merito del maestro Paolo Jannacci e della sua sublime prestazione al pianoforte, tuttavia non possiamo dimenticare l’emozione offerta al pubblico da parte di Enrico. CHAPEU !

Loredana Bertè – Irene Grandi 6,5: E’ uno dei duetti più azzeccati della serata, almeno per un motivo: perché Loredana si disinteressa di Irene e le permette di valorizzare questa bella canzone. Poi Loredana torna e ripartono le stonature. LASCIATECI SOLTANTO IRENE !!!

Daniele Silvestri – Manuel Agnelli 5: L’argento vivo va tenuto sotto controllo e Daniele e Rancore lo sanno, invece Manuel Agnelli no e con la sua irruenza distrugge tutto quanto costruito di buono sinora.  FUORI LUOGO

Einar – Biondo e Sergio Sylvestre 7,5: Siamo di fronte a tre voci differenti, in apparenza molto lontane fra loro, ma se unite possono diventare una bomba. Nella serata dei duetti brillano come tre stelle, peccato che non si siano presenti uniti sin dall’inizio.  LA SORPRESA DELLA PUNTATA

Simone Cristicchi – Ermal Meta 9,5 : Quando devi prepararti a una battaglia, è necessario scegliere al meglio il proprio compagno d’avventura. Simone sceglie uno degli interpreti più bravi della musica impegnata e si lancia verso la vittoria finale. ANDIAMO A BERLINO ERMAL !

Nino d’Angelo e Livio Cori – Sottotono 6: Dopo due serate molto difficili, Livio Cori prende le redini del duo e abbandona al suo destino Nino d’Angelo chiamando in aiuto i Sottotono, che trasforma la canzone definitivamente in uno brano rap. Non sappiamo come l’abbia preso l’ex caschetto d’oro partenopeo TIRO MANCINO

Achille Lauro – Morgan 2,5: Non sappiamo se può esser una fortuna o meno che si esibiscano in fascia protetta, perché se qualcuno nel frattempo si è addormentato, ha rischiato di svegliarsi d’improvviso in preda agli incubi con Morgan che per poco non brucia la chitarra come Jimmy Hendrix. MANDATE A LETTO I BAMBINI !!!

 

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