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Accolto l’appello di Camilleri: esposte le lenzuola “Non in nome mio” foto

In dissenso sul recente sgombero di 540 migranti che vivevano all'interno del Cara di Castelnuovo di Porto, uno dei centri di accoglienza per richiedenti asilo, chiuso dopo la conversione in legge del Decreto Sicurezza

Non in nome mio“. A San Giovanni Bianco sono comparsi in questi giorni alcuni striscioni con questa frase, ripresa da un commento di Andrea Camilleri sul recente sgombero di 540 migranti che vivevano all’interno del Cara di Castelnuovo di Porto, uno dei centri di accoglienza per richiedenti asilo, chiuso dopo la conversione in legge del Decreto Sicurezza.

Una semplice iniziativa portata avanti con il passaparola da un gruppo di amici del paese brembano che, riprendendo il commento di Camilleri, non vogliono che i fatti di Castelnuovo passino inosservati, senza alcuna riflessione.

“Dietro agli sbarchi fatti di numeri, ci sono persone con un nome, una storia e un sogno. E un coraggio più profondo del mar Mediterraneo. I rifugiati esistono oggi grazie a una convenzione internazionale che li tutela e li assiste, ma esistevano anche ieri, e si chiamavano esuli, esiliati, perseguitati. Quale è il limite? Dove è la linea che trasforma la nostra società civile in una società cinica? Da una società del benessere a una società cieca e sorda? Quando abbiamo cominciato a pensare che l’Altro è il nemico? Quando il progresso sociale ha invertito la rotta? I nonni ci hanno raccontato la guerra. Domenica 27 gennaio abbiamo Ricordato! Abbiamo ricordato? Quello che sta succedendo ora in mare e sulla terra ferma, è così diverso da allora?Oggi ci dicono che vengono tutelati i nostri diritti negando quelli dei rifugiati, e domani? Nessuno può decidere a chi dare e a chi togliere IL DIRITTO DI ESSERE UMANO. Vorrei dire che non vi chiedo nulla, ma devo! Devo chiedervi di prendere un lenzuolo vecchio, un pezzo di stoffa o quello che avete in casa, scriveteci sopra, in grande, che si legga dalla casa del vicino e magari dalla strada, scriveteci:’NON IN NOME MIO!’ Lo stendiamo sul terrazzo o fuori dalla finestra e li lo lasciamo! Cominciamo a muoverci! Prima che sia tardi, prima che l’indifferenza abbia la meglio sulla nostra umanità!”

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