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Truffa da un milione di euro su auto di lusso acquistate on line: 10 arresti - BergamoNews
Operazione bypass

Truffa da un milione di euro su auto di lusso acquistate on line: 10 arresti

Pagate con assegni falsi e rivendute all'estero: la lunga lista dei raggiri messi a segno dalla banda

Nelle prime ore di giovedì 7 febbraio i militari delle compagnie di Treviglio e Zogno, unitamente ai colleghi del Nucleo Investigativo di Genova, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa da Claudio Siclari, Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale ligure, nei confronti di sei pregiudicati domiciliati nella provincia di Bergamo.

L’operazione, scaturita da indagini avviate a suo tempo dal reparto del capoluogo ligure coordinate dalla locale Procura della Repubblica, riguarda la disarticolazione di un’associazione per delinquere di stanza in Brianza dedita alla truffa aggravata e alla ricettazione di veicoli di grossa cilindrata che venivano poi inviati, per essere rivenduti, in Germania.

Nello specifico, il gruppo criminale individuava tramite le piattaforme online di vendita di autovetture, veicoli – sempre di grossa cilindrata e di marchi di lusso – che poi sarebbero stati oggetto di truffa.

Le modalità erano sempre le medesime: le vittime, che ponevano in vendita delle autovetture attraverso inserzioni nei portali web, venivano contattate da esponenti del sodalizio criminale, che, dopo aver concluso verbalmente l’acquisto, comunicavano che avrebbero utilizzato quale modalità di pagamento l’assegno circolare postale.

Detti assegni venivano contraffatti dall’associazione criminale mediante la collaborazione di altro soggetto “falsario”, dotato di apparecchiature e competenze informatiche, nonché di format di assegni postali in bianco, dove inserire i dati del beneficiario e la somma pattuita per l’acquisto.

Inoltre, veniva creato ad hoc sul web, per ogni singola truffa, un ufficio postale fittizio, in luogo prescelto fra quelli in cui non era realmente presente una filiale di Poste Italiane, al quale veniva associata una numerazione fissa, creata tramite un gestore di telefonia VOIP, inserita poi in altri portali come pagine bianche, pagine gialle, Virgilio, e simili.

Alle chiamate su tale numerazione rispondeva un complice che fingendosi impiegato di Poste Italiane, assicurava l’autenticità del titolo di credito utilizzato per il pagamento delle autovetture. Per tale motivo l’indagine prende il nome di BYPASS, ossia proprio per la capacità del gruppo criminale di aggirare i normali canali di verifica degli assegni attraverso la creazione fittizia di uffici postali.

Successivamente, avuta conferma della (falsa) genuinità dell’assegno circolare, veniva formalizzato il passaggio di proprietà della vettura, che veniva intestata a soggetti di volta in volta differenti e facenti parte del sodalizio, mediante l’utilizzo di documenti falsi, e, quindi, riferiti a persone inesistenti; anche detti documenti venivano realizzati dal “falsario” succitato.

Il veicolo veniva venduto a prezzo nettamente al di sotto di quello di mercato, per il tramite principalmente di soggetti siciliani residenti all’estero, ed esportato fuori dal territorio nazionale – Germania, Francia, Olanda – dove veniva legalmente reimmatricolato e ceduto ad acquirenti ignari della provenienza illecita.

La scelta delle autovetture era compiuta in relazione alle esigenze dei futuri acquirenti all’estero e, nello specifico, ricadeva sempre su veicoli a benzina, viste le sempre più stringenti normative anti inquinamento varate nell’ultimo periodo. Inoltre, è da sottolineare la capacità operativa del gruppo criminale, in grado di effettuare, nella stessa giornata, più truffe simultaneamente.

I destinatari delle misure sono H.F e H.Z., padre e figlio di 44 e 23 anni abitanti a Cologno al Serio (tra l’altro, l’anno scorso, già sottoposti al sequestro della loro villa del valore di 500.000 euro ad opera del Nucleo Investigativo Carabinieri di Bergamo, che avevano riscontrato il possedimento quale provento di attività delittuose), C.G. 49enne di Arcene come C.D. suo coetaneo, P.W. di 66 di Ponteranica e M.A. di 50, abitante a Capriate San Gervasio, tutti cittadini italiani. I primi tre sono stati associati in carcere mentre gli ultimi 3 sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

Nelle stesse ore i militari di Genova eseguivano altre 3 ordinanze su soggetti abitanti in Brianza ed 1 a Saronno (VA), tutti in carcere.

Gli episodi ricostruiti sono i seguenti:

in data 28 maggio 2018, truffa a Milano di una Porsche Panamera;
in data 28 maggio 2018, truffa a Scanso Rosciate (BG) di una Porsche Macan;
in data 28 maggio 2018, truffa a Rozzano (MI) di un camper;
in data 05 giugno 2018, truffa a Bassano del Grappa (VI) di una Range Rover Sport HSE;
in data 08 giugno 2018, truffa a Castellarano (RE) di una WW Passat;
in data 15 giugno 2018, truffa tentata a Serra Riccò (GE) di un BMW X6;
in data 15 giugno 2018, truffa a Bologna di una Mercedes Classe A AMG;
in data 09 luglio 2018, truffa Pavia di un BMW X4;
in data 09 luglio 2018, truffa a Pavia di una Maserati Ghibli;
in data 10 luglio 2018, truffa a Verona di un Range Rover Sport;
in data 30 luglio 2018, truffa tentata in Bologna di una Porsche Macan;
in data 31 luglio 2018, truffa tentata a Saronno (VA) di una Porsche Panamera turbo.
Nel corso dell’attività sono state sventate alcune truffe e recuperate quattro autovetture per un valore complessivo di 300mila euro.
Il giro di affari dell’organizzazione si attesta su un milione di euro.

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