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Da Mozzo a Curno, una fiaccolata per Marisa foto

Organizzata dagli amici, partirà alle 20,30 di lunedì da piazza Trieste, dove lavorava la 25enne uccisa a coltellate. Arriverà in via IV Novembre, luogo della tragedia

Una fiaccolata per Marisa Sartori, la 25enne di Curno uccisa a coltellate la sera di sabato 2 febbraio.

L’iniziativa è stata organizzata da alcune amiche della vittima “senza desiderio di vendetta, solo per ricordare Marisa e tutte le donne uccise come lei” spiegano.

Il ritrovo è fissato lunedì 11 febbraio alle 20,30 a Mozzo, in piazza Trieste, dove Marisa lavorava come parrucchiera nel negozio “Deja Vu“, “chiuso per lutto” come si legge su un cartello. Qui gli amici della giovane hanno lasciato tre rose bianche, una rosa rossa e dei bigliettini con la scritta “continua a sorridere”.

Marisa Sartori

Dal centro di Mozzo la fiaccolata si sposterà di 2,4 chilometri verso via IV Novembre a Curno, dove la giovane è morta pochi giorni prima del 26esimo compleanno che avrebbe festeggiato il 5 febbraio. In quei concitati attimi, nel tentativo di difenderla, è rimasta ferita anche la sorella Deborha, di due anni più giovane, raggiunta da una coltellata all’addome e operata all’ospedale Papa Giovanni. Le sue condizioni – hanno fatto sapere i medici – sono in fase di miglioramento e sarà presto ascoltata dai carabinieri.

A confessare l’omicidio, consumatosi in garage, era stato l’ex marito Ezzedine Arjoun, 35 anni, di origine tunisina. Difeso dall’avvocato Rocco di Sogra, mercoledì è stato sottoposto all’interrogatorio di convalida da parte del Gip Lucia Graziosi. “Sabato sera avevo bevuto e assunto cocaina, non ricordo di aver ucciso mia moglie”, avrebbe detto di fronte al giudice per le indagini preliminari, modificando la versione dei fatti resa ai carabinieri e al pubblico ministero Fabrizio Gaverini.

Marisa era tornata da mamma Giusy e papà Roberto dopo il fallimento del matrimonio con l’uomo a cui aveva detto sì appena maggiorenne. Era innamorata, tanto che lo aveva seguito anche in Tunisia per tre anni. Poi, qualcosa tra i due si è rotto. Quello che era un sogno è finito in tragedia.

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