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A scuola di legalità e corretto uso dei social con Regione Lombardia

In Bergamasca hanno aderito tre scuole, l'Istituto Majorana di Seriate, il Centro Engim di Brembate e il Fantoni di Clusone

Si chiama “Consigliere per un giorno”  ed è un progetto promosso dalla Commissione Antimafia della Regione Lombardia in collaborazione con l’ufficio scolastico regionale: lo scopo è dare vita a un percorso di educazione alla legalità e alla democrazia riservato alle scuole secondarie di secondo grado.

Il progetto  interessa 17 scuole, con 50 classi e 1188 studenti su tutto il territorio della Lombardia: in Bergamasca hanno aderito tre scuole, l’Istituto Majorana di Seriate, il Centro Engim di Brembate e il Fantoni di Clusone. Grazie alla visita dei consiglieri nelle classi che hanno aderito al progetto, è possibile non solo porre domande sul lavoro svolto in regione, ma, anche, approfondire il tema della cultura della legalità e del fenomeno mafioso.

“Incontriamo le classi per capire che percezioni hanno del fenomeno, facendo un po’ di cultura e di prevenzione – racconta Niccolò Carretta, consigliere regionale bergamasco che ha aderito al progetto quale membro della Commissione Antimafia – Non solo antimafia, però, è previsto anche un modulo sul cyberbullismo, per fare un’attività di prevenzione sull’identità digitale e sui social: cercando di dare ai ragazzi consigli su come stare sui social in modo corretto e insegnando quali dati è meglio non diffondere.”

Al termine degli incontri ai ragazzi sarà sottoposto un questionario, per sondarne l’ opinione e il gradimento dei temi trattati. L’Istituto Majorana è stato il primo in Bergamasca ad aver aderito al progetto: “Ho trovato ragazzi bravissimi, molto attenti, concentrati e interessati. È importante che anche altre scuole aderiscano così da diffondere in modo trasversale una cultura alla legalità e all’attenzione dell’utilizzo dei social. I giovani sono pronti ad ascoltare: sono argomenti che li riguardano in prima persona e noi siamo tenuti ad ascoltarti e a dargli i giusti mezzi”, ha concluso Carretta.

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