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Top 100 dei Luoghi del Cuore, Cornabusa e non solo: Bergamo spera nella cinquina foto

Mercoledì 6 febbraio i risultati definitivi, ma la classifica provvisoria sorride alla nostra provincia: unica lombarda nelle prime posizioni

Due siti nelle primi 15 posizioni, tre nelle prime 100. Un quarto è lì ad un passo, ma attenzione a un quinto, possibile sorpresa dell’ultimo minuto. La delegazione bergamasca del Fondo ambiente italiano (Fai) attende con ansia i risultati del censimento dei Luoghi del cuore.

Le urne virtuali si sono chiuse il 30 novembre. Mercoledì 6 febbraio sono previsti i risultati della classifica definitiva, mentre quella provvisoria è consultabile online. A ventiquattrore dal traguardo, in vetta alla classifica c’è il fiume Oreto (58.281 voti), 22 chilometri che bagnano la valle sicula vicino a Palermo. Secondo posto per l’antico stabilimento termale di Porretta Terme, Bologna (47.735 clic). Terzo il Monte Pisano, nel subappennino toscano (a quota 46.649). Per trovare un sito bergamasco non bisogna aspettare molto. Anzi, al quarto posto c’è il Santuario della Madonna della Cornabusa: 30.986 preferenze per quello che Papa Giovanni definì “il santuario più bello che esista, perché non l’ha fatto la mano dell’uomo, ma dio stesso”. Un esempio unico di chiesa ricavata da una grotta naturale immersa nei boschi della Valle Imagna. Cinquemila i voti che la separano dal quinto classificato: il borgo incantato di Rasiglia, dove i ruscelli scorrono tra le case. Una meraviglia per gli occhi in provincia di Perugia.

Ma il santuario tanto caro a Papa Giovanni non è l’unico dei tesori orobici in lizza. Al dodicesimo posto si piazza la Basilica di Santa Giulia, a Bonate Sotto, patrimonio nascosto dell’arte Romanica capace di mettere insieme 12.747 voti. Più giù, al 63esimo posto, c’è il Monastero del Carmine di Città Alta, 3.426 voti. Al 104esimo posto spunta l’ex carcere di Sant’Agata, sempre in Città Alta, con 2.175 clic.

Basilica Santa Giulia

Un risultato che premia Bergamo, unica provincia lombarda nella top 30 (giusto per dare un’idea, la vicina Brescia non compare prima del 138esimo posto).

Se confermato, il migliore di sempre. “Tre siti nelle prime cento posizioni sarebbe un risultato senza precedenti – commenta Claudio Cecchinelli, capo delegazione del Fai -. Un quarto progetto è lì a un passo, ma indiscrezioni dicono che potrebbe spuntarne un quinto”, che per scaramanzia si guarda bene dal rivelare (tra i bergamaschi segue Cascina Ganassina, uno dei più antichi insediamenti rurali di Treviglio, ma bisogna scavare fino al 369esimo posto, 313 voti).

In passato la classifica definitiva ha riservato qualche sorpresa rispetto a quella provvisoria, “ma siamo fiduciosi – dice Cecchinelli -. Dalla Valle Imagna all’Isola fino a Città Alta, le candidature mostrano che il territorio bergamasco è apprezzato nella sua diversità. E questo per noi è importante”.

Dalla prima edizione, nel 2003, il Fai ha salvato 92 luoghi del cuore: chiese, castelli, dimore storiche, siti archeologici, parchi e musei. Luoghi speciali ma spesso dimenticati, da proteggere e valorizzare, ai quali si vuol dare una seconda opportunità.

Terminato il censimento, Fai e Intesa Sanpaolo mettono infatti a disposizione dei Luoghi del Cuore un budget di 400 mila euro. Una parte viene destinata ai tre vincitori, mentre la cifra restante è assegnata attraverso le “Linee Guida per la selezione degli interventi”, un bando a cui possono partecipare tutti i luoghi che hanno raggiunto una soglia minima di 2 mila voti, presentando dei progetti concreti per contrastare lo stato di degrado e abbandono.

“Per essere finanziati i progetti non devono essere velleitari, ma già cantierabili – chiarisce Cecchinelli -. L’entità del finanziamento è ovviamente legata alla qualità progettuale”. Non resta che incrociare le dita e aspettare.

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