La percezione della mafia: a Bergamo la campagna Liberaidee - BergamoNews
Sant'agostino

La percezione della mafia: a Bergamo la campagna Liberaidee

Libera presenta l'indagine quantitativa che ha raccolto 10.343 questionari

Poche persone in Italia percepiscono la mafia come un fenomeno nazionale. Si tratta solo dell’8,5% degli intervistati in un’indagine condotta da “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”. Per andare oltre false percezioni e avvicinarsi il più possibile alla realtà, “Libera” organizza LIBERAIDEE, un percorso nazionale che promuove informazione e consapevolezza contro le mafie e la corruzione.

Un itinerario composto da numerose tappe che martedì 5 febbraio, approda a Bergamo: nella sala conferenza dell’Università degli Studi in piazzale S. Agostino, dalle 16 interverranno Francesco Breviario, referente provinciale di “Libera” Bergamo, Stefano Busi dell’Ufficio di Presidenza di “Libera” e Luca Bonzanni, responsabile dell’Osservatorio sulle mafie in bergamasca. Presenteranno la ricerca che dà il nome alla campagna, LIBERAIDEE: si tratta di un’indagine quantitativa che ha raccolto 10.343 questionari, con una ripartizione territoriale che vede primeggiare le regioni del Sud (35,4%), seguite da quelle del Nord-Ovest (31,1%), Nord-Est (20,9%) e Centro (12,6%); vi si aggiunge una ricerca qualitativa, con oltre 100 interviste alle associazioni di categoria.

A seguire il referente del presidio “Valle Brembana – Isola Bergamasca” Tarcisio Plebani illustrerà il vademecum “Come difendersi dalla penetrazione delle mafie nell’economia bergamasca”.

Il focus dei lavori di sarà sulla Lombardia, dove per la ricerca sono stati distribuiti 495 questionari: “Una regione – si legge nella nota di Libera – dove la mafia viene percepita come fenomeno marginale, o comunque non socialmente pericoloso. Una regione dove la corruzione è abbastanza diffusa nella percezione e nelle esperienze dei cittadini. Con una sfiducia soprattutto nei confronti di membri del governo e del Parlamento e dei partiti. E dove chi potrebbe o dovrebbe denunciarla ha paura delle conseguenze o sfiducia nelle Istituzioni”.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Cgil e Cisl di Bergamo e con Imprese & Territorio.

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