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Congedo maternità: le novità del 2019, come la facoltà di lavorare fino all’ultimo giorno

La novità di maggior rilievo è data sicuramente dalle nuove disposizioni sul congedo di maternità.

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Nella Legge n.145 del 30 dicembre 2018 (Legge di Bilancio 2019) entrata in vigore il 1° gennaio 2019, sono disciplinate alcune rilevanti novità in materia di congedo di maternità e di paternità. La novità di maggior rilievo è data sicuramente dalle nuove disposizioni sul congedo di maternità.

Per comprenderle meglio si ricorda brevemente quanto prevede la disciplina in materia. È vietato per il datore far lavorare le donne in stato di gravidanza durante i 2 mesi precedenti la data presunta del parto e durante i 3 mesi dopo il parto, così come vige il divieto per i giorni non goduti prima del parto se lo stesso avviene in data anticipata rispetto alla data presunta.

La lavoratrice può usufruire della cosiddetta flessibilità, che consiste nell’assenza dal lavoro per un mese prima la data presunta del parto e prolungando l’assenza post-parto a 4 mesi successivi. Tale concessione è propedeutica all’attestazione da parte del medico specialista del Sistema sanitario nazionale o con esso convenzionato e, se sussiste l’obbligo di sorveglianza sanitaria, anche del medico competente che tale scelta di lavorare fino all’ottavo mese di gravidanza non arreca pregiudizio né alla salute della madre né a quella del bambino.

La vera novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2019 è l’aggiunta di un’ulteriore facoltà per la madre e cioè quella di astenersi dal lavoro solo dopo il parto fermo restando la durata del periodo di congedo di 5 mesi. Anche in tale situazione, ai fini della concessione del periodo di assenza esclusivamente post-parto, il medico specialista e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro devono attestare che la prestazione dell’attività lavorativa non arrechi pregiudizio alla madre e al nascituro.

La Legge di Bilancio 2019, nell’ottica di una sempre migliore conciliazione vita-lavoro, proroga anche per l’anno 2019 il congedo obbligatorio del padre lavoratore aumentando a 5 giorni la misura del congedo per i figli nati, adottati o affiliati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019. Inoltre, il lavoratore ha la possibilità di fruire di un ulteriore giorno di congedo, in sostituzione di una giornata di congedo obbligatorio della madre. Il congedo obbligatorio del padre deve essere fruito entro 5 mesi dalla nascita del figlio anche in via non continuativa.

Si ricorda che tale congedo era stato previsto in via sperimentale per gli anni 2013-2015 nella misura di 1 giorno, nel 2016 è stato prorogato nella misura di 2 giorni così come per il 2017, mentre nel 2018 sale a 4 giorni di congedo obbligatorio.

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