Omicidio di Curno, bandiere a mezz'asta; il sindaco: "Chi sa denunci, ma è impossibile arginare la follia" - BergamoNews
Il delitto

Omicidio di Curno, bandiere a mezz’asta; il sindaco: “Chi sa denunci, ma è impossibile arginare la follia” fotogallery

Bandiere a mezz'asta a Curno per l'omicidio di Marisa Sartori, 25 anni, ammazzata a coltellate dal marito sotto casa dei genitori di lei. Ferita gravemente anche la sorella della vittima

Il drappo rosso esposto fuori dal municipio di Curno è lì dal 25 novembre scorso: ricorda la violenza sulle donne. Da domenica 3 febbraio, accanto al drappo rosso anche le bandiere a mezz’asta mentre si sta valutando la proclamazione del lutto cittadino. Una richiesta che arriva anche dal consigliere di minoranza Sara Carrara e che il sindaco Luisa Gamba sta valutando.

Tutto la comunità è scossa per l’omicidio di Marisa Sartori, 25 anni, avvenuto nella sera di sabato 2 febbraio.  Arjoun Ezzedine, 35 anni, di origine tunisina non accettava la separazione dalla moglie Marisa, per questo l’ha attesa sotto casa dei genitori di lei, in via IV Novembre, e l’ha accoltellata al cuore, uccidendola. L’uomo ha ferito in modo grave anche la cognata, Deborha, 23 anni, ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Nella tarda serata di sabato è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico.

Il sindaco Luisa Gamba ammette: “Siamo sconvolti da questa tragedia, stiamo valutando la proclamazione del lutto cittadino, ma rimane inspiegabile come sia potuto avvenire una simile violenza A Curno dal 2013 esiste una bacheca rosa che invita in tutte le lingue a denunciare casi di violenza ai carabinieri e ai servizi alla persona del Comune di Curno. Non solamente da parte dei familiari, ma di chiunque sappia o conosca situazioni fragili”.

Gamba è in prima linea su questo tema, nella precedente amministrazione prima di diventare sindaco, era assessore ai servizi sociali. “Abbiamo fatto incontri, serate, volantini, istituito la bacheca rosa per le donne, davvero non riesco a capire come non abbiamo potuto intercettare questa follia che ha distrutto la vita di una giovane donna e distrutto una famiglia – prosegue il sindaco -. Poche settimane fa avevamo concesso la residenza in famiglia a Marisa, l’alloggio è comunale e quindi aveva bisogno del nostro benestare. Conosco personalmente la mamma di Marisa e di Deborha, una donna solare che ci aiuta nelle attività di portierato sociale, stando vicino alle persone più anziane. Nulla è trapelato in questi mesi, nessuno immaginava un epilogo tanto violento. Una vera follia omicida. Come comunità siamo molto vicini alla famiglia, con il parroco don Angelo abbiamo organizzato per lunedì 4 febbraio in serata una veglia di preghiera nella chiesa parrocchiale”.

Marisa lavorava come parrucchiera a Mozzo, chiusa l’attività era tornata a casa con la sorella Deborha che ha assistito alla scena del delitto. Appena parcheggiata l’auto, Marisa ha aperto la portiera e si è trovata di fronte Arjoun che con un coltello le ha sferrato un colpo mortale al cuore. Marina è deceduta in pochi istanti, mentre la sorella si è avventata su di lei cercando di rianimarla è stata a suo volta colpita con alcune coltellate dal cognato.

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