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Il Pronto Soccorso dell’ospedale preso d’assalto: “Non venite per l’influenza”

Quasi 1800 accessi negli ultimi due fine settimana di gennaio. Pediatria sotto pressione, ma l'83% dei casi non sono urgenti. Il medico: "Vaccinatevi"

Doveva essere una stagione abbastanza tranquilla. Invece, l’influenza si è confermata la nemica numero uno di questo inizio inverno. I sintomi li conosciamo bene: febbre alta, tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie, dolori alle ossa e mal di testa, spossatezza e poco appetito.

Secondo i dati ufficiali del quattordicesimo rapporto di Influnet (la Rete italiana di sorveglianza delle influenze) In Lombardia l’incidenza è aumentata dall’8,88 per mille al 10,50. I più colpiti da questa forte ondata influenzale sono come sempre i bambini: sotto i 4 anni i casi sono aumentati dal 20,29 per mille al 28,08 in una settimana.

Con tutto ciò che ne consegue. “Anche quest’anno – spiegano i vertici di Anaao-Assomed, il sindacato della dirigenza medica e sanitaria pubblica – i picchi influenzali e la stagione fredda stanno mettendo a dura prova il sistema dei Pronto Soccorso regionali”.

Dopo le feste, anche all’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo hanno rivelato un significativo aumento degli accessi al Pronto Soccorso, per quanto in linea con gli anni precedenti e senza la certezza matematica di quanti siano riconducibili all’influenza. In particolare, sono stati 889 gli accessi fra venerdì 18 e domenica 20 gennaio, e 880 tra il 25 e il 27 gennaio. Tanto per dare un’idea, in un mese qualunque – prendiamo come esempio ottobre – gli accessi si sono fermati a 807.

Come anticipato, l’aumento è dovuto in gran parte all’impennata di accessi al reparto pediatrico: nel fine settimana del 18-20 gennaio gli accessi sono stati 263, mentre nel weekend successivo (25-27) sono stati 233. Dei 496 accessi totali, ben 410 (l’83 %) sono stati in codice bianco o verde. Ovvero non urgenti.

Ci sono tuttavia casi ben più gravi, che necessitano di ricovero. Da inizio anno al Papa Giovanni se ne contano una decina. Si tratta di pazienti inizialmente sani che hanno sviluppato un’insufficienza respiratoria come conseguenza dell’influenza, oppure di pazienti già affetti da malattie (cariopatie, BPCO) il cui quadro si è aggravato a seguito della contrazione del virus influenzale.

Singoli casi a parte, ci sono alcune raccomandazioni che valgono per tutti. E che è  bene tenere a mente. “L’appello è quello di vaccinarsi per ridurre drasticamente il rischio di ammalarsi, e venire al Pronto Soccorso solo se c’è un’effettiva gravità del quadro clinico – sottolinea Roberto Cosentini, direttore del Centro EAS (Emergenze Alta Specializzazione) dell’ospedale bergamasco -. Un altro suggerimento è quello di consultare la app ‘Salutile’ di Regione Lombardia che permette di vedere il grado di affollamento e la lista di attesa in tutti i Pronto Soccorso della Lombardia”. Papa Giovanni compreso.

Ci sono poi alcune misure di protezione personali (non farmacologiche) utili per ridurre la trasmissione del virus. Una su tutte? “Lavarsi sempre bene le mani”, dice Consentini. Parola di dottore.

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