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Pensioni, al via la presentazione delle domande a quota 100: ecco come fare

Si può inviare la domanda in via telematica, se si ha il pin dell’Inps, rivolgendosi a patronati o tramite il contact center Inps.

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È entrato in vigore il decreto sulle pensioni con “Quota 100”. Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale la novità di cui si è tanto sentito parlare è diventata realtà.

Da mercoledì 29 gennaio è possibile presentare la domanda all’Inps per poter andare in pensione in anticipo (62 anni di età e 38 anni di contributi) rispetto a quanto previsto dalle precedenti norme.

In attesa della pubblicazione della circolare illustrativa delle nuove disposizioni, l’Inps ha comunicato con un messaggio le modalità di presentazione delle relative domande di pensione.

Si può inoltrare in via telematica, se si ha il pin dell’istituto, rivolgendosi a patronati, centri di assistenza fiscale (Caf) e altri soggetti abilitati alla intermediazione delle istanze di servizio all’Inps oppure utilizzando i servizi del contact center Inps (803164 da telefono fisso, 06164164 da mobile).

Il cittadino in possesso delle credenziali di accesso (pin rilasciato dall’istituto, lo Spid o carta nazionale dei servizi) può compilare e inviare la domanda telematica di accesso alla pensione disponibile fra i servizi online, sul sito www.inps.it, nella sezione “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Ecocert, Ape Sociale e Beneficio precoci”. Una volta effettuato l’accesso e scelta l’opzione “Nuova domanda” nel menù di sinistra, occorre selezionare in sequenza: per la pensione c.d. quota 100: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Requisito quota 100”; per la pensione anticipata: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Ordinaria”; per la pensione anticipata c.d. opzione donna: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Contributivo sperimentale lavoratrici”.

Questa modalità di presentazione può essere utilizzata da parte dei lavoratori iscritti alle gestioni private, alla gestione pubblica e alla gestione spettacolo e sport, anche per chiedere, per la pensione quota 100, il cumulo dei periodi assicurativi.

Ma il decreto non introduce solo la quota 100: il provvedimento specifica i criteri per la pensione anticipata e l’Opzione Donna.

Più precisamente, fissa il requisito contributivo per conseguire il diritto alla pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, per il periodo 2019-2026.

Inoltre, stabilisce che le lavoratrici che hanno maturato, entro il 31 dicembre 2018, un’anzianità contributiva minima di 35 anni e un’età anagrafica minima di 58 anni, se dipendenti, e 59 anni, se autonome, possono accedere alla pensione anticipata secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 1804, la cosiddetta Opzione Donna).

In tutti i casi di pensione agevolata per i quali sono aperte le procedure di domanda, sono previste finestre temporali fra la maturazione del requisito e la decorrenza della pensione.

Per quota 100 il lasso di tempo è di tre mesi. Chi ha già maturato il requisito allo scorso 31 dicembre, quindi, percepirà la pensione con la quota 100 dal primo aprile 2019. Dal 1° gennaio, invece, si calcolano tre mesi dal momento in cui è maturato il requisito.

Anche per la pensione anticipata la finestra è di tre mesi. Coloro che hanno maturato il requisito dal primo gennaio al 29 gennaio (entrata in vigore del decreto), potranno avere la pensione il primo aprile 2019.

Per quanto riguarda l’Opzione Donna, invece, occorrono 12 mesi dalla maturazione del requisito per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le autonome.

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