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“Autostrada ? No, grazie”, a Dalmine incontro sulla Bergamo - Treviglio - BergamoNews
L’iniziativa

“Autostrada ? No, grazie”, a Dalmine incontro sulla Bergamo – Treviglio

L’incontro, organizzato dalla lista civica “Dalmine Bene Comune”, ha visto la partecipazione di diversi relatori, fra i quali il presidente di Legambiente Bergamo Nicola Cremaschi e l’ex assessore all’edilizia privata del Comune di Bergamo Francesco Macario

“Il progetto della Bergamo – Treviglio è fermo al 2012 poiché non possiede una sostenibilità economica”.

Sono queste alcune parole di Fabio Invernici, membro del Comitato Cambiamola, che nel corso dell’incontro “Autostrada ? No, grazie” ha analizzato il progetto riguardante la nuova infrastruttura.

L’incontro, organizzato dalla lista civica “Dalmine Bene Comune”, si è svolto nella serata di mercoledì 30 gennaio e ha visto al centro della discussione le criticità riguardanti l’opera viaria: “Rispetto a quanto inizialmente previsto da Regione Lombardia nel 2002, la progettazione non prevede più un collegamento autostradale fra Pedemontana e Brebemi, ma piuttosto una connessione nord – sud che prenda il via dalla Tangenziale Sud di Bergamo e che si concluda nei pressi di Casirate e che, a causa degli elevati costi di realizzazione del tratto compreso fra la Piana di Osio Sotto e il casello della Pedemontana, potrebbe esser lottizzata – spiega Invernici -. Oltre a tutto ciò l’opera non rispecchia la volontà popolare poiché, benché la tratta presenti un elevato volume di traffico, questo è frutto della somma di brevi spostamenti, una situazione diversa rispetto a quella riscontrabile lungo le principali direttrici che portano dai paesi dell’hinterland verso la città oppure dalla nostra provincia verso Milano”.

Diversi i punti toccati nel corso della serata dai relatori, fra i quali l’ex assessore all’edilizia privata del Comune di Bergamo Francesco Macario e il presidente di Legambiente Bergamo Nicola Cremaschi, punti che hanno visto al centro tematiche come l’impatto ambientale o quello sociale dell’opera: “Parlando di autostrade spesso si valutano gli effetti che questa può causare sull’ambiente, ma non quelli che interessano le relazioni – sottolinea Cremaschi -. Con l’arrivo di un’opera di queste proporzioni molto probabilmente sorgeranno anche nuove strutture economiche e nuovi poli commerciali che, se da una parte penalizzeranno le piccole strutture di vendita, dall’altra rischieranno di modificare i rapporti fra le persone”.

Al vaglio dei relatori non soltanto criticità, ma anche possibili alternative al progetto che potrebbero semplificare gli spostamenti lungo la tratta come osserva Diego Parimbelli, rappresentante di “Dalmine Bene Comune”: “Si parla di intermodalità della mobilità pubblica e ciò potrebbe funzionare se, anche per brevi tratti, esistono trasporti che permettano alle persone di muoversi agevolmente. Soluzioni alternative all’autostrada esistono, come per esempio per Dalmine si potrebbe puntare sul trasporto ferroviario, tuttavia, finché le stazioni che ci collegano ai paesi vicini rimangono distanti dai centri abitati e a essi mal collegati, tutto rimarrà più complesso”.

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