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Atalanta, un 3-0 al di là dei sogni: ciao Ronaldo, noi ci teniamo Duvàn fotogallery

Battere la Juve? Mai dire mai e infatti... Ma nessuno avrebbe immaginato un dominio simile, di gioco e di gol

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Tu chiamale, se vuoi, emozioni. Forti, belle, quasi irripetibili.

Perché battere la Juve è la classica missione impossibile o quasi, l’impresa che sogni all’inizio di ogni stagione e non si realizza: loro sono i più forti, loro vincono sempre, anche giocando male ma vincono.

Però… Mai dire mai. E infatti è successo, incredibile ma vero, verissimo: l’Atalanta ha fatto la Juve, stavolta i marziani sono stati i nostri eroi e non hanno sbagliato nulla, anche se gli altri avevano quello che fino a ieri era il miglior giocatore del mondo.

Ma Zapata è meglio di CR7, volete mettere? In gol per la decima volta consecutiva, Duvàn ha messo a sedere per due volte anche i difensori campioni d’Italia, dopo che Castagne (ancora lui) aveva fatto da apripista con il suo gol.

“Complimenti, l’Atalanta ci ha superato con cuore e grinta”, dice sportivamente Allegri, ammettendo che “non si può sempre vincere”.

Gasperini si toglie invece qualche sassolino: “Questa storia che le mie squadre sono tanta intensità non mi piace molto, come se si vincesse solo perché corriamo tanto”. Pausa e riattacca: “Non so nemmeno se corriamo più degli altri, però la mia Atalanta ha anche grande qualità. Se non hai gioco non vai lontano e… e noi abbiamo giocato meglio tecnicamente”.

Tanto di cappello, a questa Atalanta, che non sfigurerebbe nemmeno nella Premier League, dove la gente si spella le mani per il Liverpool di Klopp. E volete mettere l’entusiasmo che sa creare a Bergamo mago Gasp? “Mi sono emozionato tanto, questo era un risultato che la gente bergamasca sognava, però con queste dimensioni chi pensava di battere la Juve?”.

Si ricorda l’impresa del 2005, ma allora si giocava in due partite e l’Atalanta vinse 2-0 con doppietta di Lazzari all’andata, poi una tripletta sempre di Lazzari al ritorno per il 3-3, che fece qualificare i nerazzurri. O il finale pazzesco del 1995, con la rete di Gallo al minuto 117, nei supplementari, un tiro da trenta metri che mandò in orbita l’Atalanta del Mondo. O l’ultima vittoria in campionato del 2001, con le reti di Lorenzi e Ventola, mentre sono passati trent’anni dai colpi nerazzurri a Torino, prima con Evair e pochi mesi dopo con Caniggia. Ed è sempre qualcosa di straordinario, superare la Juve è un po’ come scalare l’Everest.

Però stavolta… c’è anche una prova di forza speciale: c’è la squadra operaia che sa sacrificarsi con tutti, dal Papu che fa lo stopper oltre che l’uomo assist all’ariete Zapata pronto a ripiegare nella propria area per alzare il muro contro l’assalto bianconero. E soprattutto a inventare due gol, uno più bello dell’altro, come è da vero bomber il primo, firmato da speedy gonzales Castagne.

Infatti le vere furie sono quelle nerazzurre, sono i nostri che aggrediscono ogni pallone come se fosse l’ultimo, che mordono le caviglie a Dybala… A proposito: una curiosità? Nel 2012-2013 Paulo Dybala esordisce nel campionato italiano e chi è l’allenatore che gli fa giocare la prima partita da titolare all’ottava giornata, in Palermo-Torino? Giampiero Gasperini, che in quel Palermo schiera anche un certo Josip Ilicic.

Ecco, in Atalanta-Juve non si sono visti né Dybala né Ilicic, l’argentino più lamentoso che concreto, lo sloveno si è infortunato presto, però abbiamo visto ancora un ottimo Pasalic. E soprattutto, si è vista la mano di Gasperini, che in quel Palermo non aveva avuto molta fortuna (esonerato proprio per colpa dell’Atalanta, 2-1 a Palermo con gol di Carmona e Denis il 1° febbraio 2013), ma ora… Gaspita, che allenatore! In trionfo, in semifinale di Coppa Italia, in piena corsa per un posto in Europa.

L’Atalanta piace sempre di più. E le sue partite sono uno spot per il calcio, altro che Ronaldo… Ci divertiremo ancora.

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