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Quelle tracce di benzina sul tappetino dell’auto forse inchiodano l’assassina di Stefania

Per gli inquirenti un altro tassello che dimostrerebbe come l'omicidio sia stato premeditato in tutti i suoi dettagli da Chiara Alessandri

I carabinieri ne sono ormai certi: Chiara Alessandri aveva premeditato l’omicidio di Stefania Crotti.

Gli inquirenti sono al lavoro per ricomporre in tutta la sua interezza il puzzle dell’efferato assassinio della giovane mamma di Gorlago, uccisa giovedì 17 gennaio dall’ex amante di suo marito.

Secondo chi indaga la Alessandri – che domenica 20 ha confessato di aver tolto la vita alla Crotti ma ha respinto l’accusa di aver bruciato il cadavere nella campagna di Erbusco – ha premeditato l’omicidio della rivale in amore, la moglie dell’uomo con cui tra marzo e agosto 2018 aveva avuto una relazione sentimentale e di cui era ancora innamorata.

Un piano studiato da settimane nel quale Chiara Alessandri avrebbe cercato di coinvolgere un inconsapevole amico il quale per motivi di lavoro si era defilato. Davanti al rifiuto si era rivolta a un altro conoscente che ignaro di quel che sarebbe successo si è prestato a farle portare a termine il suo folle progetto.

La Alessandri, come detto, ha ammesso l’omicidio e il trasporto del cadavere in terra bresciana, ma ha detto di non aver bruciato il corpo.

Secondo gli inquirenti mente. E la prova che forse la inchioda è la traccia di benzina trovata su uno dei tappetini della sua auto: secondo il racconto della Alessandri quel carburante le avrebbe sporcato il tappetino un mese prima dell’omicidio, quando era rimasta a secco ed era servita una tanica di benzina per rimettere in moto la sua Mercedes. Per chi indaga, invece, quella benzina sarebbe la stessa usata per dare fuoco al cadavere di Stefania Crotti.

La Alessandri, inoltre, sostiene che la vittima sia stata uccisa da un colpo alla testa causato da una sua spinta (una difesa dopo essere stata aggredita dalla Crotti), mentre l’autopsia ha confermato che la 42enne madre di una bambina di 7 anni è morta a causa dei numerosi colpi – venti in tutto, quattro quelli più importanti – ricevuti al capo dalla sua assassina, alcuni con un martello, altri con una cesoia.

Il lavoro degli inquirenti si sta concentrando, ora, anche sulla ricerca della borsetta di Stefania Crotti: si tratta di una “O Bag” color nocciola rifinita con un pelo beige. La Alessandri sostiene di averla abbandonata insieme al cadavere nella campagna bresciana, ma non è mai stata ritrovata.

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