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“Giovani, volete cambiare il mondo? Non siate indifferenti”

Una riflessione importante rivolta agli adolescenti nata in occasione della giornata della memoria

In occasione della Giornata della Memoria, la rete di associazioni e gli oratori di Pagazzano, Morengo e Bariano hanno organizzato un incontro con Martina Galli, insegnante di lettere presso la scuola della Fondazione Josèf Tehillot e guida all’interno del Memoriale della Shoah di Milano. Nella serata di venerdì 25 gennaio, presso l’oratorio di Pagazzano, la relatrice ha raccontato il dramma ebraico ai ragazzi presenti, ai loro genitori e ai rappresentanti del mondo associativo, scolastico e oratoriale. Ripercorrendo il contesto delle leggi razziali e la deportazione degli ebrei italiani da Milano, ha riportato le dirette esperienze di alcuni dei più famosi sopravvissuti e impegnati nel diffondere il ricordo dello sterminio ebraico.

Al centro della serata, accanto agli accadimenti storici che si studiano tra i banchi di scuola, vi è stata la narrazione dei sentimenti delle persone che hanno drammaticamente vissuto l’Olocausto e la lettura delle loro parole, come la celebre citazione di Liliana Segre: “Non siate indifferenti, non omologatevi e stupitevi del male altrui.”

L’indifferenza è, infatti, il sentimento peggiore che la superstite abbia vissuto e che ha combattuto trovando il coraggio di superare la paura di raccontare. Come lei, altri italiani importanti della storia della Shoah sono stati citati nel corso dell’incontro: Settimia Spizzichino, Sami Modiano, Giorgio Perlasca e Gino Bartali. Dalle storie degli ebrei e delle persone che hanno cercato di salvarli, emerge l’incredulità di fronte a una società che improvvisamente, attraverso la propaganda e il pregiudizio, ha diffuso odio e credenze contro un popolo fino ad allora ben integrato. A distanza di più di mezzo secolo dallo sterminio del popolo ebraico, la domanda che ci si può naturalmente chiedere riguarda gli scopi dell’istituzione della Giornata della Memoria:

“Siate curiosi, non fermatevi a quello che leggete su Internet, andate oltre, informatevi, vivete e fate voi per non rischiare di incorrere in quello che è accaduto alle persone nel passato!” incita la relatrice Galli. L’Olocausto è stato, infatti, perpetrato anche grazie alla scelta-non scelta dell’indifferenza rispetto al destino degli altri, in parte comunque dovuta alla paura per il contesto bellico, oltre alla censura e alla disinformazione. Il messaggio di speranza e di vita rivolto ai ragazzi, principale pubblico della serata, è dunque quello di osare, conoscere, porsi dei dubbi perché “bisogna far sempre una scelta per vivere bene!”

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