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Giornata della Memoria, consegnate le medaglie d’onore a 269 bergamaschi - BergamoNews
La cerimonia

Giornata della Memoria, consegnate le medaglie d’onore a 269 bergamaschi

La cerimonia, svoltasi nell’ex Chiesa di Sant’Agostino, è stata l’occasione per ricordare i cittadini orobici deportati e internati nei lager nazisti tra il 1943 e il 1945

“A distanza di settantaquattro anni il ricordo di quanto accaduto deve esser tramandato alle nuove generazioni come una candela che può accenderne una dopo l’altra in modo tale che la sua luce prevalga sul buio delle menti”.

Con queste parole il prefetto di Bergamo Elisabetta Margiacchi ha ricordato i 269 bergamaschi deportati e internati nei lager nazisti che, in occasione del Giorno della Memoria, sono stati insigniti della medaglia d’onore della Repubblica Italiana.

La cerimonia, svoltasi in una gremita ex Chiesa di Sant’Agostino, è stata l’occasione per per riflettere sulla tragedia che poco più di settant’anni fa colpì il popolo ebraico, una tragedia rimasta nelle menti dei bergamaschi: “Siamo di fronte a un abominio ormai condiviso, tuttavia ci si domanda ancora oggi come sia stato possibile permettere tutto ciò e dimenticare ogni sentimento di umanità – osserva il prefetto Margiacchi -. In quegli anni circa 675 bambini italiani furono deportati e solo 24 di loro fecero ritorno nel nostro paese. In questi settantaquattro anni gli stessi bambini avrebbero potuto avere altrettanti figli e nipoti, per cui ogni volta che pensiamo a quanto accaduto, è necessario pensar anche a loro”.

Numerose le testimonianze raccontate nel corso della cerimonia, fra le quali quella del ghisalbese Pietro Belloli, classe 1922, prigioniero nel campo tedesco Stalag X-B di Sandbostel fra il 12 settembre 1943 e il 1° settembre 1944 e insignito dell’onorificenza dallo stesso prefetto; testimonianze che hanno voluto sottolineare la necessità di trasmettere il ricordo alle generazioni future: “La pace non è la mera assenza di guerra, ma la condivisione di alcuni valori fondamentali come la giustizia e la tutela dei diritti umani – sottolinea Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università di Bergamo -. Per mantenerla è necessario diffondere la conoscenza e questo è nostro compito”.

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