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Quale futuro per Zingonia dopo le torri? “Ritorno alla legalità e area commerciale” fotogallery video

Il sindaco di Ciserano Enea Bagini e il presidente di Aler Bergamo-Lecco-Sondrio Fabio Danesi illustrano i progetti in campo per la riqualificazione dell'area delle torri dello spaccio, il cui abbattimento è previsto per il mese di febbraio.

Le luci dei lampeggianti dei veicoli di Carabinieri e Vigili del fuoco si allontanano lentamente da Zingonia, un’altra notte di fuoco si è conclusa. Probabilmente si tratta dell’ultima operazione muscolare di sgombero da parte delle forze dell’ordine prima dell’abbattimento delle famigerate torri dello spaccio previsto per metà febbraio. Un abbattimento atteso da tanto, troppo tempo e che finalmente sembra essere realtà.

Zingonia, degrado dentro le Torri

Dal prossimo mese, infatti, questi complessi ormai degradati verranno smantellati, donando un volto e un’anima nuova a Zingonia. Ma cosa accadrà una volta che questi edifici non ci saranno più? A quanto pare, come paventato da più voci, i centri dello spaccio lasceranno il posto a una nuova grande area votata al commercio, all’industria, ai servizi e al terziario in generale e non più un polo residenziale, come da conformazione attuale.

A spiegare quanto succederà di qui a pochi mesi ci pensa il sindaco di Ciserano Enea Bagini, presente come suo solito alle operazioni di controllo da parte delle forze dell’ordine, che afferma: “L’obiettivo è quello di riportare la legalità nell’area e penso che in questo modo lo Stato si faccia realmente sentire. Quello di oggi potrebbe essere stato l’ultimo intervento coordinato delle forze dell’ordine in quanto a febbraio inizieranno le operazioni di abbattimento – e aggiunge – Presto inizieranno alcune operazioni preliminari, come la derattizzazione e la pulizia di alcune aree”.

Sul futuro dell’area una volta riqualificata poi il primo cittadino sottolinea: “Come amministrazione comunale abbiamo deciso di non far nascere più nessun complesso a uso residenziale ma di destinare l’intera area a servizi, centri direzionali e spazi a uso commerciale. In questo modo puntiamo a non realizzare un nuovo polo abitativo che sarebbe totalmente slegato dal contesto abitativo di Ciserano. Si tratta di un obiettivo che abbiamo condiviso sia con Regione Lombardia che con altri comuni dell’ambito. In questo modo daremo anche nuova linfa al tessuto produttivo dell’area stessa: sicuramente qui cambieranno tantissime cose senza questi condomini, non solo per quanto riguarda gli immobili in se ma per quello che, in negativo, hanno rappresentato per l’intera zona”.

Dello stesso avviso Fabio Danesi, Presidente di Aler Bergamo – Lecco – Sondrio, società di Edilizia Residenziale referente a Regione Lombardia che ha acquisito l’area delle torri, il quale punta sulla rinascita dell’area: “Una volta abbattuti i condomini tutta la superficie, che ingloberà anche una parte di Corso Europa, vedrà sorgere un’area di 20 mila metri quadri con possibilità edificatorie di 60 mila metri cubi e verrà a questo punto messa sul mercato. Dalla vendita recupereremo il denaro speso per l’abbattimento delle torri stesse. Sempre tramite i proventi della vendita verranno realizzate anche opere in comune accordo con i cinque paesi dell’ambito – Ciserano, Verdello, Verdellino, Boltiere e Osio Sotto ndr – che hanno sottoscritto l’accordo di programma per il recupero del tessuto urbano, in modo da ridare dignità a quest’area che merita di essere attenzionata e recuperata integralmente e in maniera positiva”.

Sul fronte della cessione degli ultimi appartamenti da parte dei proprietari il presidente di Aler spiega: “Abbiamo ancora una decina di casi da risolvere e stiamo incontrando gli avvocati e le proprietà, sempre nel massimo rispetto possibile, per trovare una soluzione. Dobbiamo procedere assolutamente con la demolizione di queste torri – e continua Danesi – I nostri funzionari hanno contattato singolarmente tutti i restanti proprietari. Sono fiducioso che questa situazione si possa chiudere rapidamente per procedere con la demolizione in modo di arrivare a un recupero completo di tutta l’area. Nel mese di febbraio puntiamo a concludere questi accordi anche perchè l’obiettivo è quello di tendere una mano a queste persone ma anche di agire con decisione e fermezza nelle scelte; non possiamo ulteriormente temporeggiare. Dobbiamo decidere e soprattutto procedere con la chiusura di tutti gli accordi”.

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