BergamoNews it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Baronciani al Bergamo Film Meeting: “I fumetti aiutano a capire il mondo delle immagini” foto

L'artista di Pesaro: "Farò uno spettacolo a fumetti e poi realizzerò un reportage durante il festival"

L’ospite più atteso del prossimo Bergamo Film Meeting è Alessandro Baronciani: fumettista, illustratore, e grafico pubblicitario. Collabora con case editrici, riviste musicali e agenzie di comunicazione. Baronciani ha 44 anni e vive a Pesaro. Ha iniziato creando le sue storie a fumetti per posta e insieme a Colapesce, ha fatto il tour dell’Italia con i Concerti Disegnati; realizza reportage illustrati e libri. Diplomato in disegno animato all’Istituto Statale d’Arte “Scuola del libro” di Urbino, il fumettista ha lavorato come art director a Milano e ora è uno dei più importanti illustratori nel panorama italiano. Sarà a Bergamo per la 37esima edizione della rassegna cinematografica, che si terrà dal 9 al 17 marzo 2019.

Come nasce un fumetto?
Non ci sono tecniche precise, almeno per me. Ho iniziato da autodidatta e quindi non ho un metodo preciso per creare una storia a fumetti. Ogni volta, comincio in modo differente: alle volte devo scrivere la storia, altre volte realizzo prima lo storyboard del fumetto. Ci sono tantissimi modi per creare un fumetto, devi avere una storia in testa, si parte da lì.

Cosa sono i fumetti postali?
I fumetti postali sono il modo in cui ho cominciato a pubblicare storie a fumetti, al posto di cercare un editore che mi pubblicasse e che mi fornisse un pubblico, ho cercato prima da solo il pubblico e l’editore è venuto da sé. Le persone hanno iniziato ad abbonarsi alle mie storie a fumetti auto prodotte che spedivo via posta a casa loro. All’inizio, si trattava solo di un piccolo gruppo di amici, un po’ alla volta, sono diventate sempre di più le persone abbonate, fino a contare 500 contatti. Un buon traguardo, per una esperienza di produzione in proprio.

Cosa si aspettava da quest’idea?
Volevo diffondere le mie storie, questo era l’obiettivo iniziale. Volevo che le persone che leggevano le mie storie continuassero a leggerle. Le mie storie a fumetti si trovavano soltanto nei festival, sporadicamente, con l’abbonamento invece, i lettori si abbonavano ad un anno intero con le mie storie a fumetti, mi sostenevano e io avevo così la possibilità di creare un rapporto autore/lettore diretto. Quando, a un certo punto, ho trovato tantissime persone disposte a leggere le mie storie, è stato l’editore ad arrivare da me. Avevo un seguito, era importante per un editore, per non rimetterci con la vendita di un libro.

Tante persone hanno creduto subito in lei. Cosa si sente di dire loro?
Sicuramente parte del successo è merito loro. Hanno creduto fin da subito in me abbonandosi ai miei fumetti, spesso mi raccontavano nelle loro lettere le loro storie, che a volte sono diventate i miei stessi fumetti. Si era creata una rete di condivisione tra loro e me e allora, le loro storie e i loro racconti, oltre che citazioni e contributi vari, sono entrati a far parte della mia auto produzione.

Come i fumetti possono aiutarci nella vita di tutti i giorni?
Secondo me, ed è anche una delle ragioni per cui io li amo, i fumetti aiutano a capire il mondo delle immagini, cosa che altri generi non consentono di fare. La grammatica aiuta la scrittura nel comprendere uno scritto, così i fumetti aiutano a capire come leggere un’immagine. Per esempio, se in un parco dove ci sono tantissime persone che giocano, prendono il sole, mangiano un gelato, l’unica didascalia che c’è dice “un bambino sta piangendo”, tu cercherai nell’immagine la parte a cui la didascalia fa riferimento. Il fumetto concentra l’attenzione sulla parte importante di un discorso.

Da chi prende ispirazione?
Dalle persone che mi sono vicine, da quelle che ho intorno, da chi conosco e anche da quelli che mi raccontano le loro storie. È molto importante ascoltare e disegnare. Disegnare dal vero è importantissimo, secondo me, è una parte fondamentale del lavoro. Più si disegna e più si riescono a creare mondi da disegnare.

Ha alcuni autori di riferimento?
Go Nagai, Davide Toffolo, Miyazaki, Tezuka, Mi piacciono Taddei e Angelini, i libri di Scott Mccloud, ma anche tanti altri. Leggo tantissimi fumetti.

Che rapporto ha invece con la musica?
Ho iniziato a fare fumetti perché suonavo in un gruppo punk. Con il mio gruppo musicale, ci auto producevamo e molta musica che ascoltavamo veniva recensita in fanzine, che erano vere e proprie riviste. Dentro si trovavano informazioni per suonare in posti in giro per l’Italia. L’idea dei fumetti postali viene dalle fanzine punk anni novanta.

E com’è il suo rapporto con il cinema?
Vado spesso al cinema. Soprattutto la domenica pomeriggio al Loreto qui a Pesaro, un cinema di quartiere che fa anche tantissime proiezioni di film d’essai. Mi piace quella della domenica perché posso vedere tutti i cartoni animati usciti nei cinema in seconda visione, ad un prezzo più basso e se sono bravo e riesco a infilarmi tra i bambini, riesco a prendere anche una merendina in omaggio.

Molti la definiscono un “artista completo”. Lei come si sente?
Completo mi dà l’idea di qualcosa di arrivato, concluso. Non so chi mi definisce in questo modo, mi viene da sorridere quando mi chiamano “artista”, una volta mi offendevo, pensavo che mi prendessero in giro, adesso, anche se lo dicono in quel senso, lo prendo come un complimento.

Parliamo della sua partecipazione all’edizione Bergamo Film Meeting 2019. Cosa dobbiamo aspettarci?
Farò uno spettacolo a fumetti e poi realizzerò un reportage a fumetti durante il festival, per raccontare tutto quello che succede. Mi piacerebbe tornare a Bergamo Alta, vale la pena tornarci. È bellissima.

È il primo anno che partecipa al Bergamo Film Meeting?
Sì, sono molto contento della collaborazione che mi è stata offerta.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.