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Quattro mesi alle elezioni, Tremaglia: “Il centrodestra dimostri che vuole vincere”

Se da ottobre la ricandidatura di Giorgio Gori è una certezza, chi sarà il candidato di punta del centro-destra bergamasco rimane (ancora!) un'incognita

Mancano esattamente quattro mesi alle elezioni amministrative che decideranno il nuovo sindaco di Bergamo. Se da ottobre la ricandidatura di Giorgio Gori è una certezza, chi sarà il candidato di punta del centro-destra bergamasco rimane (ancora!) un’incognita.

“Quattro mesi sono pochi, stiamo aspettando che la Lega sciolga la riserva sul candidato civico o politico, anche se speriamo politico. Speriamo che l’attesa sia breve perché i tempi sono stretti e qualunque candidato verrà scelto avrà bisogno di tempo. Certo, se sarà un candidato politico sarà più semplice, però comunque i tempi sono pochi per preparare una campagna elettorale importante contro un avversario di tutto rispetto”, ha dichiarato Alessandra Gallone, senatore e consigliere comunale di Forza Italia.

Forza Italia punta su Gianfranco Ceci, avvocato e con una radicata carriera politica alle spalle. “Bisogna darsi da fare, dobbiamo muoverci perché stiamo andando fuori tempo massimo: è necessario esprimere una candidatura. Valutiamo chi è il migliore tra i nomi proposti per competenza, esperienza, consenso ed impegno e poi facciamo la scelta se vogliamo un centro-destra unito, compatto e vincente.”

Insomma, manca il tempo o, comunque, è molto poco per presentarsi, correggere il tiro sulle proposte portate avanti e per ottenere la fiducia dei cittadini necessaria per vincere.

E, se dalla Lega ci sono solo bocche cucite su quali carte giocheranno, Fratelli d’Italia ufficializza il nome di Andrea Tremaglia (31 anni) che si è già messo all’opera affinché la sua candidatura non venga scambiata solo per una provocazione.

“Il mio nome non è una provocazione né in un senso né nell’altro. Non è un modo per far fretta agli alleati né è una provocazione per la città: è una proposta serissima. Il mio è un nome al servizio della coalizione e, soprattutto, della città.”

La sua candidatura è stato un fulmine a ciel sereno?

“Non troppo, in realtà. Sono al lavoro sulle mie proposte da tanto, anche solo per il consiglio comunale che ti obbliga sempre a stare sul pezzo.”

Come commenta il ritardo della Lega nel nominare un candidato?

“Non lo so, davvero. Non ho un modo per spiegarmelo. Ora l’importante è che si arrivi presto a un accordo tutti insieme. Nessuno potrà vincere da solo e perciò è necessario essere uniti: tutti in questa fase sono indispensabili, servono i voti di tutti. Per questo dico che non ci possono essere veti o ragionamenti a priori. Spero solo che da parte della Lega prevalga la parte politica perché non è necessario che avere un sindaco civico divenga un dogma: non buttiamo troppo in fretta il lato politico.”

Ora qual è la priorità?

“Quello che ora è più importante è far capire alla città che si ha voglia di vincere. Il centrodestra deve far capire alla città che vuole governare e che ha voglia di farlo. Quindi, quello che continuo a dire è vediamoci, sediamoci, ma poi scegliamo il nome del candidato sulla base di questo presupposto: qual è il nome che trasmette alla nostra città la voglia di vincere e di governare? E da lì ripartiamo.”

Per fare cosa? Quali sono i temi da affrontare?

“Prima di tutto la sicurezza e i quartieri: un tema che va oltre a quello che Gori fino ad ora ha cercato di professare. Le nostre non sono proposte da “manganello becere”, ma sono proposte di buon senso che rispondono ad una reale necessità di sicurezza. Le altre parole chiave sono famiglia, bambini e sostenibilità, un macro-tema che abbraccia tante cose: dall’inquinamento e la mobilità, fino al turismo. E, poi, innovazione: il punto più trasversale di tutti, che va oltre al solo internet, ma che riguarda nuove pratiche per l’amministrazione e i cittadini. Infine, vorrei uno sportello delle fragilità, per cercare di diminuire la distanza sociale tra città e quartieri. E poi un aspetto più tecnico: una delega su attuazione programma politici e rapporto con gli uffici.”

Pensa che la sua giovane età possa essere un ostacolo?

“Mi aspettavo opposizione, invece, la reazione media è fiducia verso la novità. Un giovane è quello che serve contro Gori, ma non per un confronto generazionale, ma per il cambiamento reale che può comportare.”

Il cognome Tremaglia però non è una novità, è mai stato un peso?

“Non è un peso. È un nome che porto con orgoglio, che condivido con persone speciali e che mi ha fatto crescere con ottimi esempi di grande impegno e dedizione.”

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