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Pioltello, lacrime e commozione per le vittime: “Ora sia fatta giustizia” fotogallery video

Ida Milanesi, Pierangela Tadini e Giuseppina Pirri persero la vita. Nel deragliamento rimasero ferite oltre 40 persone

Lacrime e commozione. Venerdì 25 gennaio, pochi minuti prima delle 7, il treno 10452 proveniente da Cremona deragliava all’altezza di Pioltello, causando la morte di tre persone: Ida Milanesi, Pierangela Tadini e Giuseppina Pirri. Un anno dopo, per commemorare le vittime di quella tragedia, è stato organizzato un viaggio partito da Cremona a cui hanno partecipato i sindaci del territorio, esponenti delle istituzioni e semplici cittadini. Tutti hanno viaggiato alla volta di Pioltello, dove si è tenuta una toccante cerimonia in ricordo delle tre pendolari che hanno perso la vita quella tragica mattina.

Disastro di Pioltello, un anno dopo

Alle vittime bergamasche, Ida Milanesi e Pierangela Tadini, è stato reso omaggio alla stazione di Caravaggio – loro paese d’origine – dove i sindaci della Bassa, capeggiati dal primo cittadino Claudio Bolandrini, si sono stretti attorno ai familiari. Prima una breve preghiera, poi la posa di due rose bianche sulle pietre d’inciampo che le ricordano. Una funzione analoga è stata ripetuta alla stazione di Capralba, dove viveva Giuseppina Pirri.

“Il disastro ferroviario di Pioltello ha spezzato la vita di Ida, Pierangela e Giuseppina ma non ha spezzato il legame di affetto e di amore coi loro familiari e dell’intera comunità di Caravaggio e Capralba – ha affermato il sindaco Bolandrini -. Una comunità che chiede giustizia per loro e per tutte le altre persone che sono state ferite nell’anima prima ancora che nel corpo quel giorno”.

Sul convoglio che ha portato la delegazione a Pioltello c’era il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. Oltre al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, che si è detto profondamente toccato dalla vicenda, chiedendo scusa per una tragedia che si sarebbe potuta evitare promettendo nuovi investimenti sulla sicurezza nei trasporti e puntando il dito verso chi ha sbagliato.

“Chiedo scusa a nome dello Stato – ha dichiarato il Ministro – c’è bisogno di fare di più. Sono stufo di sentir parlare di grandi opere, serve invece un’accurata manutenzione delle strutture che già abbiamo”.

 

Disastro di Pioltello, un anno dopo

All’altezza della stazione di Pioltello Limito, distante poco più di 500 metri dal luogo dello schianto, si è tenuta un’altra celebrazione. Durante il momento di cordoglio è stato donato un quadro dell’artista Alberto Misiano, raffigurante il convoglio deragliato, un uomo che urla al vento e un orologio fermo sull’ora in cui è avvenuto lo schianto. Infine, sono state posate alcune corone di fiori.

Particolarmente sentito è stato l’intervento degli esponenti del comitato dei pendolari, che hanno portato le testimonianze e gli stati d’animo di chi tutti i giorni ha a che fare con i treni. “A portarci qui oggi è la consapevolezza che come rappresentanti dei pendolari lombardi abbiamo un compito importante: ricordare ed evitare – ha affermato una rappresentante del comitato pendolari cremaschi -. Ida, Giuseppina e Pierangela oggi non sono qui a parlarci di cosa hanno provato in quei pochi interminabili chilometri tra il punto zero e lo schianto. In una società con una memoria breve quello che ognuno di noi ha provato quel giorno è li, un ricordo fermo, nitido e chiaro. Dimenticare è impossibile, ricordare è obbligatorio”.

All’iniziativa hanno aderito anche i vertici di Trenord. “In questa giornata di ricordo, siamo qui per esprimere la vicinanza di Trenord e di tutti i lavoratori alle persone che sono state coinvolte nell’incidente – le parole del presidente Federica Santini -. Sin dai primi momenti dopo l’incidente ci siamo attivati per mostrare la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime e alle persone rimaste ferite e abbiamo fatto tutto quanto possibile per assicurare loro in breve tempo un sostegno concreto, definendo i dovuti indennizzi”.

Tuttavia non sono mancate le polemiche. Un gruppo di pendolari, al passaggio delle istituzioni e di alcuni sindaci, hanno urlato “vergogna, su quel treno c’eravamo noi, non voi”.

Al termine della cerimonia, come successo all’andata, il sindaco Bolandrini ha accompagnato fino a Caravaggio in auto alcuni parenti delle vittime. Dal giorno della tragedia non sono più stati in grado di salire su un treno.

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