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Librerie, il ministro Bonisoli raccoglie l’appello dei librai bergamaschi

Avvio positivo per il tavolo di confronto sul settore. Terzi (Sil): “Atteggiamento positivo da parte del governo, avanti con la riforma della legge Levi”

Si è aperto a Milano il tavolo di confronto tra il governo e il settore dell’editoria libraria, che entro due mesi dovrà scattare un’istantanea della situazione e individuare soluzioni di rilancio.

All’incontro con il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, ha partecipato anche il bergamasco Antonio Terzi, vicepresidente nazionale del Sindacato italiano librai (aderente a Confesercenti). Tra le proposte avanzate dal Sil, la riforma della Legge Levi con un tetto alla scontistica da limitare al 5% e il divieto di cross merceologico (la pratica scorretta e vietata in tutta Europa che prevede la sostituzione dello sconto con buoni per l’acquisto di altri beni), a tutela delle piccole librerie.

“Finalmente arriva sul tavolo del Ministro un tema sul quale anche da Bergamo si sono alzate da tempo richieste di attenzione – spiega Terzi -. Abbiamo colto un atteggiamento positivo da parte del ministro. Ci ha confermato che sostenere le librerie e cartolibrerie diventerà una priorità assoluta. Come peraltro sottolineato anche dalla recente proposta di legge dell’onorevole Daniele Belotti, scaturita proprio da un incontro tenutosi di recente in Confesercenti Bergamo. Il tema verrà ripreso il prossimo 11 febbraio, visto che il ministro ha intenzione di concludere l’iter nel breve volgere di due/tre mesi al massimo”.

Nei prossimi incontri si discuterà, oltre che della riforma della legge Levi, anche di incentivi al settore e altre misure finalizzate alla promozione della lettura. La posizione del Sil viene in questi giorni rafforzata dalla partecipazione alla campagna nazionale di comunicazione ideata dall’Adei (Associazione editori indipendenti) dal nome “Gli sconti hanno le gambe corte”, finalizzata a sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni permanenti che l’attuale normativa comporta anche per i lettori.

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Commenti

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  1. Scritto da Grievance Redressal

    Salve.
    Quando fu promulgata la legge Levi giurai a me stesso che mai più avrei comprato un libro edito in Italia. Da allora mi attengo a questo giuramento e tutto quello che di nuovo leggo è in lingua straniera, comprato altrove.
    Vista la totale assurdita di queste leggi (costringere la gente a pagare di più i libri resta e rimarrà esattamente per come suona: una follia diabolica che grida vendetta davanti a Iddio) non mi stupirei se arrivassimo a livelli raggiunti in altri paesi, come il divieto di importazione di libri stranieri (Argentina anybody?).
    Anche dopo la legge Levi i librai hanno continuato a fallire? Ma dai? Chi l’avrebbe mai detto? Ai librai Italiani auguro mille nuove leggi assassine della libertà e auguro esattamente il successo che si meritano.