Le reazioni

Libero sbeffeggia i gay, Crimi: “Ignobile titolo omofobo, via alla procedura per bloccare i fondi”

Le reazioni del mondo Lgbt bergamasco: "Presto ci sarà il secondo Bergamo Pride, invitiamo Feltri a sfilare con noi"

“Calano fatturato e Pil ma aumentano i gay”. E nel sommario si legge: “Tre imprenditori su 4 fuggono dalla ricevuta elettronica e l’economia soffre. Gli unici a non sentire la crisi sono gli omosessuali: crescono in continuazione”.

Il titolo del giornale Libero di mercoledì 23 gennaio ha scatenato un vero e proprio polverone, tant’è che il sottosegretario all’Editoria Vito Crimi minaccia di togliere i fondi pubblici al quotidiano: “Provo disgusto per il titolo del giornale Libero – afferma Crimi -. Un giornale che riceve soldi pubblici che prima pubblica titoli razzisti, poi oggi anche omofobi. Avvierò immediatamente una procedura interna – annuncia il 5 Stelle – per vagliare la possibilità di bloccare l’erogazione dei fondi residui spettanti ad un giornale che offende la dignità di tutti gli italiani e ferisce la democrazia. Mi aspetto che il giornalismo che tanto vede in noi il nemico, faccia sentire la sua voce. Probabilmente chi distrugge la credibilità della stampa sono proprio alcuni giornalisti”.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente di Arcigay Bergamo Cives, Marco Arlati. “Non so se il 23 gennaio è stato scelto apposta. Ricordo solo che quel giorno cento piazze di tutta Italia si riempirono per chiedere la Legge sulle Unioni Civili – sottolinea Arlati -. In realtà, ci sono veramente studi che mettono in correlazione il Pil con particolari ‘target di popolazione’. Sono gli studi di Richard Florida, che lo ha dimostrato negli Stati Uniti e ha dimostrato la correlazione positiva. Ovvero – prosegue Arlati – nei luoghi e nelle aziende dove c’è la presenza di Gay, la produzione e il Pil hanno risultati positivi di crescita”.

Alle parole di Arlati, fanno seguito quelle del Comitato Bergamo Pride: “La migliore risposta alla grettezza della prima pagina di Libero risiede nel rinnovato impegno di tutte e tutti noi a batterci ogni giorno contro ogni forma di discriminazione, violenza e stereotipo, in difesa di tutte le identità – si legga in una nota -. Il Direttore editoriale di Libero, Vittorio Feltri, è bergamasco, di Ponteranica come il nostro presidente Roberto Turati. Proprio a Bergamo l’anno scorso sono scese in piazza diecimila persone per il Pride, a favore dei diritti civili e contro la violenza omo-transfobica”.

Quest’anno, annuncia il comitato, ci sarà la seconda edizione. “Dimostreremo al dottor Feltri, alla sua redazione e alle persone come loro che ad aumentare non sono ‘i gay’, ma le persone LGBTI+ che scelgono con coraggio di vivere la propria vita alla luce del sole, nonché le persone eterosessuali che non hanno timore nel sostenere le medesime battaglie. Ci batteremo, e sfileremo in allegria anche per voi. Invitiamo tutta la comunità bergamasca, compreso il dottor Feltri, a partecipare”.

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