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Inizia il girone di ritorno: l’Atalanta a Frosinone perde Freuler ma ritrova de Roon

L'olandese recuperato dopo il ko al ginocchio patito a genova prima di Natale, ma a centrocampo si ferma lo svizzero

Con il nuovo anno, inizia anche il girone di ritorno. Dopo la bella prova sostenuta in settimana in Coppa Italia, con la qualificazione centrata a Cagliari, l’Atalanta si rituffa nel campionato affrontando nel lunch match il Frosinone.

Il turno di Coppa è stato certamente duro e dispendioso per gli uomini di Gasperini, con un Cagliari che soprattutto nella prima frazione di gioco ha dato filo da torcere ai nerazzurri. Poi nella ripresa la maggiore tecnicità e la superiore forza, anche atletica, degli atalantini ha prevalso.

Ma il Frosinone, obiettivamente, non è il Cagliari. La squadra ciociara si trova pesantemente invischiata nella lotta per non retrocedere essendo virtualmente l’ultima della classe con soli 10 punti (se il Chievo non avesse subito 3 punti di penalizzazione avrebbe una lunghezza di vantaggio sui laziali) ed ha vinto una sola partita, quella contro la Spal in trasferta.

Ergo, dal Benito Stirpe nessuna squadra in questo campionato è uscita sconfitta, segno evidente che la compagine di Baroni (che ha sostituito Longo da qualche settimana) ha delle importanti carenze.

Quest’estate, prima della gara d’andata, avevo evidenziato che il presidente Maurizio Stirpe sembrava aver allestito una formazione sulla carta discreta. Il campo ha però smentito totalmente le mie previsioni, tanto che durante tutto il girone d’andata i leoni frusinati hanno preso scoppole a destra e a manca.

In questa sessione di mercato invernale, il Frosinone sta cercando di rinforzarsi, anche se per ora l’unico acquisto arriva proprio da Bergamo, con Luca Valzania che è passato ai ciociari in prestito fino a fine campionato. Le voci poi di una possibile partenza del bomber Ciofani, obbligheranno la società a trovare un sostituto, cosa che però non avverrà certamente prima della partita con i nerazzurri.

Alla luce di quanto detto, la Dea ha l’obbligo di fare bottino pieno in terra laziale, essendovi rispetto agli avversari una differenza abissale sia in termini di gioco che di tecnica individuale. Tra le altre cose ricordo che oggi si troveranno di fronte l’attacco più prolifico del torneo (quello nerazzurro con 39 reti) e quello più asfittico (quello frusinate con soli 12 gol realizzati). Inoltre il Frosinone ha anche la difesa più perforata delle 20 contendenti (37 reti subite, 10 in più degli atalantini).

Le due formazioni si affronteranno per la quarta volta nella massima serie, con la Dea che non ha mai perso, pareggiando una volta ( lo 0-0 del 2015-2016) e vincendo in 2 occasioni. L’ultima di queste è stata la gara d’esordio dell’attuale torneo all’Atleti Azzurri, quando la Dea strapazzò il Frosinone per 4-0 grazie alla doppietta di Gomez ed alle reti di Hateboer e Pasalic. Nel conteggio complessivo (contando anche le gare di serie B del campionato 2010/2011) la solfa non cambia: 3 vittorie nerazzurre, 2 pareggi e nessuna sconfitta.

Proverà a stringere i denti Ariaudo, mentre impossibile appare il recupero per Zampano (fastidio muscolare). Squalificati Ciano e Capuano, ci sarà probabilmente spazio per Campbell in attacco e per Krajnc in difesa.

In casa nerazzurra le buone prove di Castagne sulla corsia mancina mettono in dubbio l’utilizzo di Gosens. A centrocampo si ferma Freuler (non convocato) ma riprenderà il suo posto de Roon, recuperato dall’infortunio al ginocchio. Davanti sempre più intoccabili Gomez, Zapata e Ilicic.

Il giocatore che mi avrebbe fatto più paura tra i Leoni è, come detto, squalificato e sto parlando di Camillo Ciano, giocatore dalle indubbie qualità tecniche e balistiche, molto pericoloso soprattutto sulle palle inattive.

Una curiosità che mi fa piacere ricordare. Uno dei più grandi commentatori sportivi del dopoguerra, Sandro Ciotti, che io ho apprezzato immensamente, nella sua carriera di calciatore ha militato nella formazione ciociara tra gli anni 40 e 50 in IV serie, giocando nel ruolo di mediano. Sinceramente non so come fosse da giocatore, ma da commentatore era certamente insuperabile. Da pelle d’oca per i tifosi nerazzurri quel suo “L’Atalanta resta in Europa” al termine della radiocronaca di Sporting Lisbona-Atalanta.

Ricordate tutti la storia della Dea Atalanta, abilissima cacciatrice ed allevata nei boschi. Certo, il leone non sta nei boschi, ma la Dea può tranquillamente sconfiggere anche il re della savana.

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