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La Gilda delle Arti debutta con il nuovo spettacolo: “la Fiaba del Principe Scambiato”

Si tratta di una fiaba che attinge alla tradizione, ma che allo stesso tempo è stata reinterpretata in chiave moderna

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La Compagnia teatrale “La Gilda delle Arti” è pronta per una nuova avventura: dal 20 gennaio andrà in scena “la Fiaba del Principe Scambiato” in varie zone di Bergamo (Gromlongo, Nese ad Alzano Lombardo, Suisio, e Almè), uno spettacolo pensato per i bambini e le famiglie. Da tempo la Compagnia si cimenta con i maggiori capolavori della drammaturgia, spaziando tra Moliere, Goldoni e Shakespeare.

La domanda quindi sorge spontanea: cosa ha spinto la Gilda delle Arti ad occuparsi di un altro genere teatrale?

Abbiamo intervistato Miriam Ghezzi, co-direttrice della Gilda delle Arti, autrice del copione dello spettacolo. Miriam mi spiega che in realtà già da tempo si era fatto sentire il desiderio di creare un loro copione e che ora, grazie anche alla sintonia del cast è stato possibile dedicarsi alla scrittura e alla regia di una fiaba teatrale. E precisa che “per la nostra compagnia la collaborazione tra attore, direttore, autore e regista è regolata da un rapporto di grande fiducia, e questo modo di essere tutti quanti partecipi delle scelte artistiche della Gilda delle Arti è per noi una risorsa grandissima che ci impedisce di chiuderci in noi stessi e di ripetere sempre le stesse cose.”

Si tratta di una fiaba che attinge alla tradizione, ma che allo stesso tempo è stata reinterpretata in chiave moderna, una storia plausibile caratterizzata dalla semplicità sia nella resa scenica che nello svolgimento della trama. E questo è dato dal fatto che lo spettacolo doveva essere pensato non solo per essere messo in scena nei teatri, ma anche nei luoghi d’incontro dei bambini (i diretti interessati), vale a dire biblioteche, oratori e sale civiche. Gli spettatori assisteranno alla vicenda dei due principi che, l’uno per ereditarietà l’altro per inganno di un reggente temporaneo del regno, cercheranno di accaparrarsi il trono.

Sarà sempre l’astuzia e l’aiuto di personaggi secondari prestato al buono della storia a trionfare, sciogliendo così la trama, che diverte per i lazzi e la comicità spensierata della tradizione teatrale! Per la creazione della storia si è preso spunto dal fatto che nel cast ci sono due gemelli, da qui è nata l’idea del buon principe e del suo antagonista come fulcro della trama, ricalcando così la struttura de “Il Principe e il povero” di Twain o “La Commedia degli errori” di Shakespeare. Miriam ricorda infatti che la compagnia oltre a voler far cultura, mettendo in scena i grandi autori del teatro, ha sempre il piacere di “raccontare storie, far sorridere il pubblico, scegliendo una lingua che oscilli tra ricercatezza esemplicità”.

Non ci resta che fare un augurio a tutta la Compagnia per il debutto con il genere fiabesco!

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