Aborto al sicuro: al via la raccolta firme per tutelare i diritti civili
Il Comitato Promotore dell’iniziativa a livello bergamasco invita tutti i cittadini a firmare la proposta di legge sabato 19 gennaio
A quarant’anni dalla pubblicazione della Legge 22 maggio 1978, n. 194, Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza (vale a dire la legge in vigore in Italia che ha depenalizzato e disciplinato le modalità di accesso all’aborto), l’accesso ai servizi che dovrebbero garantirne l’applicazione è difficile e, a volte, addirittura ostacolato.
Anche in Lombardia le donne faticano a vedere riconosciuto il proprio diritto ad un aborto sicuro, a ricevere informazioni sulla sua prevenzione e ad accedere alla contraccezione, d’emergenza e non. In concomitanza alle difficoltà di accesso ai servizi, si registrano sempre più frequenti notizie relative all’aumento numerico degli aborti clandestini, soprattutto in esito all’impiego di farmaci abortivi acquistati via Internet, con tutti i rischi che ne conseguono per la salute delle donne in particolare quelle in posizione di maggiore fragilità.
La campagna Aborto al sicuro nasce quindi dalla constatazione che in Lombardia le donne faticano a vedere riconosciuto il proprio diritto ad un aborto sicuro, a ricevere informazioni sulla sua prevenzione e ad accedere ad ogni metodo contraccettivo. La più importante iniziativa messa in campo per il momento con la campagna è una proposta di legge di iniziativa popolare regionale (in allegato) che mira ad introdurre a livello regionale una serie di soluzioni che possano facilitare l’applicazione della L. 194/78 in Lombardia. Tra cui la costituzione di un centro di informazione e coordinamento, prevedendo anche un adeguato monitoraggio dell’obiezione di coscienza; la conferma dell’attribuzione ai consultori familiari di una funzione centrale nel favorire il percorso di accesso ai servizi e di partecipare attivamente ad alcune sue fasi; un’adeguata presa in carico dei casi urgenti e la garanzia della continuità terapeutica per le donne che si rivolgono alle strutture pubbliche e alle private accreditate per procreazione medicalmente assistita e/o diagnosi prenatale; informazione e accesso gratuito alla contraccezione in fase post-abortiva; la formazione del personale sanitario.
Il Comitato Promotore dell’iniziativa, a livello bergamasco, è composto da Più Europa Bergamo, Movimento Cinque Stelle Bergamo, Bergamo Possibile, UAAR Bergamo e Arcigay Bergamo Cives e invita tutti i cittadini a firmare la proposta di legge dalle 10 alle 12 di sabato 19 gennaio al banchetto raccolta firme in via XX Settembre n.14-16 di fronte a Unieuro.
“Aborto al Sicuro è una proposta di legge regionale di iniziativa popolare volta a garantire in Lombardia l’effettiva applicazione della L. 194/78 tramite un più agevole accesso ad informazioni e servizi in materia di interruzione volontaria di gravidanza – ha dichiarato Margherita Nevola, coordinatrice di Più Europa Bergamo – Visto il preoccupante aumento del numero di aborti clandestini, si tratta di un’importante iniziativa per assicurare il diritto ad un aborto legale e sicuro, a tutela della salute e della libertà di autodeterminazione: invito, dunque, i nostri concittadini a venirci a trovare al banchetto in via XX Settembre per avere più informazioni e sottoscrivere la proposta di legge.
Tra i promotori anche il Movimento Cinque Stelle di Bergamo che in una mozione firmata dai consiglieri comunali Gregorelli e Zenoni, impegna il Sindaco e la Giunta ad aderire alla campagna: “Abbiamo aderito per sensibilizzare sulla necessità di avere una procedura più certa e più sicura, visto che ci sono degli aumenti di aborti non regolari o comunque non a norma di legge e di conseguenza vi è anche un problema di sicurezza delle persone che decidono di intraprendere questa soluzione. Anche in funzione del fatto che comunque ci sono sempre più obiettori di coscienza che si rifiutano di adempire al proprio lavoro (i ginecologi obiettori sono passati dal 58,7% nel 2005 al 70,9% nel 2016, con un incremento anche tra gli anestesisti). Quindi è necessario sensibilizzare su tutte queste tematiche per cercare di avere più aborti in sicurezza. È una situazione in aumento e prima che degeneri ulteriormente sarebbe utile prendere una decisione e quindi regolarizzare e mettere una legge che sia decisamente più sicura”, ha spiegato Fabio Gregorelli.
“Aderiamo anche noi perché come Arcigay Bergamo Cives combattiamo sempre per i diritti civili che non si distinguono tra quelli della comunità LGBT e degli etero e noi dobbiamo essere sempre in prima linea per combattere per i diritti – ha concluso Marco Arlati, presidente di Arcigay Bergamo Cives – Questa iniziativa per noi sembrava molto buona specialmente per il brutto clima che si era creato soprattutto in passato dove qualcuno osava ancora mettere in dubbio la legge e soprattutto vista la difficoltà di oggi da parte delle donne di trovare una struttura dove ci sia immediatamente un medico. Noi vogliamo aderire per ribadire l’importanza di questo diritto civile che è stata acquisito, che deve essere mantenuto come tale e per poter abbatere ogni forma di barriera che una donna può trovare per utilizzare il proprio diritto civile.”



