Quattro ragazzi Down e il loro primo weekend da soli: “Che bella l’autonomia!”
Il racconto entusiasta di Sara, Davide, Francesca e Gabriele dell’Aipd Bergamo
È la possibilità di vivere una vita autonoma il sogno più grande della mamme e dei papà dell’Associazione italiana persone down Bergamo, come ci avevano raccontato in una lettera destinata a Santa Lucia (LEGGI QUI). E grazie al progetto “Ciao, io vado” questo sogno sta diventando sempre più realtà e nell’articolo e nel video che questo mese Aipd Bergamo ha mandato al nostro giornale dei giovani, BGY, possiamo vivere in prima persona la loro prima esperienza di poter vivere da soli e senza educatori.
Il weekend del progetto “Ciao, io vado” di Aipd Bergamo. Per la prima volta i ragazzi si sono fermati a dormire alla casa di Nembro. Hanno scelto di provare questa nuova tappa del loro percorso senza la presenza degli educatori, pronti a sostenersi a vicenda.
Ci sediamo con Sara, Davide, Francesca e Gabriele, nella “loro” casa a Nembro. Insieme cerchiamo di ripercorrere questa esperienza: ciò che hanno fatto, gli imprevisti della vita quotidiana, le fatiche, i traguardi raggiunti e le loro emozioni. È stato un altro grande passo verso l’autonomia che ci piace ascoltare e leggere direttamente dalle loro parole…
Davide: “Ieri ci siamo trovati in sede (Aipd) e abbiamo preso il tram per venire fino a Nembro”
Francesca: “Arrivati alla casa abbiamo fatto i letti, messo le lenzuola e le federe ai cuscini. Io e Sara abbiamo dormito nella camera matrimoniale, mentre Davide e Gabri hanno dormito nella camera con i letti singoli”.
Sara: “Abbiamo fatto la raccolta soldi, per l’affitto e per la spesa. Abbiamo fatto la lista delle cose da comprare e Francy e Gabri sono andati a fare la spesa. Volevamo mangiare la pizza ma al negozio non c’era la pasta sfoglia e alla fine abbiamo mangiato cordon bleu e patatine!”.
Gabriele: ”Al pomeriggio alle quattro siamo andati all’oratorio. Abbiamo preso da bere e abbiamo giocato fino alle sei. Alle sei io e Francy siamo andati a messa qua vicino. Sara e Davide sono andati a casa ad apparecchiare e a cucinare”.
Sara: “Abbiamo cucinato i cordon bleu e le patatine e abbiamo imparato ad utilizzare il forno. Prima di accendere il forno abbiamo tolto le teglie per mettere la carta da forno sopra. Abbiamo girato le rotelle coi numeri. Abbiamo impostato il timer sul cellulare per sapere quanto ci si mette. È stato un poco difficile, ci dobbiamo allenare ad accendere il forno!”.
Davide: “Ieri sera abbiamo mangiato, sparecchiato il tavolo e poi abbiamo giocato a carte. Siamo andati a letto a mezzanotte”.
Educatrice: “Avete scelto di dormire senza educatori. Come è andata?”
Davide: “Bene, mi sono divertito tanto”.
Gabriele: “Io russo di notte”
Sara: “Anche qualcuno russa di notte”, indicando Francesca
Francesca: “Chi io? Io no!”
Sara: “Dormire in casa senza educatori è stato bello all’inizio, anche se ho sentito degli strani rumori… pensavo fosse il citofono invece era Gabri!!!”
Francesca: “Stamattina la sveglia non l’abbiamo messa. Ci siamo alzati da soli, senza sveglia. Ci siamo sistemati e poi siamo andati in cucina a fare la colazione. Poi abbiamo fatto le pulizie. Poi il weekend è finito. È stato bellissimo”.
Francesca: “È bello perché ci divertiamo insieme. Mi piace perché decidiamo noi quello che c’è da fare”.
Gabriele: “La prossima volta facciamo…”
Davide: “… Anche il pranzo!”.
Un traguardo raggiunto rappresenta sempre un nuovo punto di partenza, per un futuro sempre più ricco di possibilità e di autonomia. E i ragazzi sembrano averlo colto perfettamente!
Insieme alle loro parole, troverete raccolte in questo video alcune immagini e riprese: i ragazzi vi invitano a “casa loro” per condividere questo momento di speciale quotidianità e di autonomia! Guardatelo!

