BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Basta cani usa e getta nella caccia: trattati come oggetti e soppressi se non idonei”

Lav e Lega Abolizione Caccia continuano nella loro battaglia per l'abolizione della pratica: a Bergamo 9.900 tesserini da cacciatori e 142 reati con 90 indagati in ambito di maltrattamenti sugli animali.

Più informazioni su

Cani trattati alla stregua di meri oggetti, rinchiusi in gabbie buie e sporche, soppressi senza troppe preoccupazioni quando fiuto o riflessi iniziano a latitare: a denunciare le condizioni di migliaia di cani da caccia, e non solo durante il periodo venatorio, sono Lav (Lega Anti Vivisezione) e Lac (Lega Abolizione Caccia) che in occasione del rush finale della campagna #bastasparare con l’obiettivo di fermare la caccia per legge hanno presentato un’impressionante video-inchiesta.

lav

Da un lato le interviste a “cacciatori pentiti” e dall’altro le telecamere nascoste hanno permesso di ricostruire una pratica troppo spesso sottovalutata, quella dell’addestramento dei cani da caccia: nella stragrande maggioranza dei casi – denunciano – sono animali con un destino segnato, abbandonati qualora non fossero più in grado di soddisfare le necessità dei loro proprietari (il video sopra e quello che segue non sono adatti a persone sensibili).

“È raccapricciante sapere come vengono trattati – sottolinea Katia Impellittiere, delegata nazionale Lac – In molti casi non c’è alcuna relazione affettiva con il cacciatore, sono dei semplici strumenti da caccia come i fucili. Per sei mesi, da febbraio a luglio, vivono rinchiusi in spazi isolati e angusti, dove i movimenti sono limitati al minimo e dove non viene garantita la giusta quantità e freschezza di cibo e acqua. Ad agosto, poi, inizia l’addestramento che il più delle volte è sinonimo di violenza, fatto con bastoni o collari elettrici: la selezione è spietata, chi non è idoneo viene abbandonato, per strada o nei canili, o addirittura ucciso”.

Secondo i dati forniti dalle due associazioni, raccolti contattando 10 canili di Bergamo e Brescia, il numero medio dei cani da caccia abbandonati nelle strutture ogni anno solo tra le due province è di circa 150 elementi.

Le prassi di addestramento documentate spesso sono una vera e propria tortura per gli animali: i cani da caccia sono chiamati a inseguire quaglie già ferite e incapaci di volare o lepri con zampe spezzate, spesso sbranate vive, o a confrontarsi con cinghiali catturati in natura rischiando di essere feriti in modo molto serio.

“La ‘liberazione’ dei cani dalle gabbie in corrispondenza dell’apertura della caccia non è affatto un momento felice per loro – evidenzia Grazia Parolari, responsabile area fauna selvatica di Lav Bergamo – Dalle sofferenze dell’addestramento si passa alla selezione e allo stress delle battute di caccia: vengono trattati come cani di serie B, quando invece dovrebbero essere tutelati allo stesso modo di quelli domestici. Purtroppo siamo costretti a segnalare anche una scarsa sensibilità al tema da parte di veterinari e forze dell’ordine, che fa si che la maggior parte delle segnalazioni o delle denunce cadano nel nulla”.

Bergamo e Brescia sono due delle province con il più alto numero di cacciatori in Italia: in Bergamasca sono 9.900 i tesserini rilasciati, su un totale nazionale di 543.795. Numeri in costante flessione che in 10 anni (2007-2017) in Lombardia hanno visto una diminuzione di 20mila unità, fino agli attuali 62mila.

Oltre a un altro fenomeno oscuro, quello del bracconaggio, a preoccupare è anche la pericolosità della presenza dei cacciatori: nella stagione venatoria in corso, dall’1 settembre al 31 dicembre, si contano già 10 vittime in Lombardia.

Secondo il rapporto Zoomafia 2018, riferito al 2017, Bergamo è la settima provincia italiana per numero di reati legati agli animali: sono 142, con 90 indagati.

“Dal 17 gennaio al 10 febbraio – concludono Lav e Lac – invitiamo tutti a firmare la nostra petizione per fermare la caccia, con l’obiettivo di arrivare a 100mila firmatari dagli oltre 80mila attuali. Purtroppo le iniziative politiche sul tema stanno andando esattamente nella direzione opposta”.

© Riproduzione riservata

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.