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I dati

A Roma la pizza più cara d’Italia, ma sul podio c’è anche Bergamo

Lo dice l’Osservatorio dei prezzi e delle tariffe del ministero dello Sviluppo economico (Mise)

La pizza? Conviene mangiarla a Napoli. Lì si trovano probabilmente alcune delle migliori in assoluto, e sicuramente pure quelle più economiche. Lo dice l’Osservatorio dei prezzi e delle tariffe del ministero dello Sviluppo economico (Mise) i cui dati sono stati utilizzati per creare una mappa (quella che vedete qui sotto) redatta da Wired.

Due premesse più che doverose: la fonte, come detto, è il ministero dello Sviluppo economico (Mise) e il parametro preso in considerazione è solamente quello relativo al pasto in pizzeria. Quindi, non si discutono né la qualità dei prodotti offerti, né quella dei locali.

La realtà meno cara dove consumare una pizza è appunto Napoli, dove il prezzo medio è di 6,86 euro: la pizza più economica nella cittadina partenopea è venduta a 4,50 euro, quella più cara a 10 euro.

A livello nazionale la situazione è quella rappresentata in questa mappa redatta da Wired: basta cliccare sulla fetta di pizza corrispondente alla provincia alla quale si è interessati per visualizzare i relativi dati, aggiornati a ottobre dello scorso anno.

Bergamo si trova al terzo posto - sul podio - per la pizza più cara, venduta a 17 euro. A 7,50 si trova quella più economica, per una media di 10,10 euro di spesa per un pasto in pizzeria.

Si spende di più in assoluto a Roma, dove servono 21 euro per assaggiare la pizza più cara. I prezzi della Capitale, lecito ipotizzarlo, sono probabilmente calcolati anche sul potere d’acquisto dei tanti turisti stranieri che la visitano ogni giorno.

Dietro a Roma, non a caso, figurano al secondo posto Venezia (18 euro la pizza più cara), al quarto Firenze (16 euro) e al quinto Milano e Padova (15,50 euro).

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