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Giorno della Memoria: la caserma Montelungo e gli operai deportati fotogallery

L’attenzione verrà focalizzata sulle deportazioni degli operai in seguito agli scioperi del 1943-1944, su ciò che accadde sul nostro territorio e sulla funzione che ebbe la caserma Montelungo, ex Umberto I.

Spettacoli, letture e incontri: sono numerose le iniziative organizzate a Bergamo per il Giorno della Memoria. In modo particolare l’attenzione verrà focalizzata sulle deportazioni degli operai in seguito agli scioperi del 1943-1944, su ciò che accadde sul nostro territorio e sulla funzione che ebbe la caserma Montelungo, ex Umberto I.

Per celebrare questa ricorrenza il Comune ha predisposto un programma con cerimonie istituzionali e un ricco calendario di appuntamenti culturali. Le prime si terranno durante la mattinata di domenica 27 gennaio: si comincerà alle 9.30 alla Rocca con la deposizione di corone d’alloro alla lapide nel parco delle Rimembranze, in ricordo degli ebrei bergamaschi deportati nei campi di sterminio, l’omaggio alla lapide dedicata alle ceneri dei deportati nei lager posta alla chiesetta di sant’Eufemia e l’Atto di memoria a cura del liceo classico “Paolo Sarpi”. A seguire, verrà inaugurata “Senza ritorno”, una lastra commemorativa realizzata dall’istituto superiore Betty Ambiveri i cui studenti hanno svolto un lavoro di ricerca storica sul tema della deportazione.

Alle 11, invece, l’appuntamento è al binario 1 della stazione ferroviaria dove verrà deposta una corona d’alloro in memoria dei lavoratori delle fabbriche di Sesto San Giovanni deportati nei campi di concentramento.

Infine, alle 12, nel giardino di Palazzo Frizzoni, la mattinata si concluderà con un momento di raccoglimento dedicato ai 20 bambini ebrei uccisi nel campo di Neuengamme, con un atto di memoria a cura dell’istituto comprensivo “Eugenio Donadoni”.

Il presidente del consiglio comunale, Marzia Marchesi spiega: “L’amministrazione comunale anche quest’anno si impegna e celebrare questa giornata così importante con un programma che pone al centro il ruolo che la nostra città ha avuto nel sistema di deportazione nazifascista. Un avvenimento che è doveroso portare alla memoria in particolare dei più giovani perchè crescano nella consapevolezza della storia che ci riguarda da vicino e che ai loro occhi può drammaticamente apparire lontana nei luoghi e nel tempo. Il valore della giornata della Memoria deve essere quello di avvicinare il più possibile i tragici eventi del secolo scorso e renderli monito perenne di quello che è capace di fare l’uomo in un regime autoritario. Un messaggio particolarmente importante, considerando i fantasmi che oggi sono tornati ad aleggiare, ossia l’odio, l’intolleranza, il razzismo e a volte anche l’antisemitismo, alimentati dai repentini cambiamenti della globalizzazione e da spiegazioni semplicistiche di questi mutamenti. In questo contesto è fondamentale rifarsi a valori democratici quali libertà, uguaglianza, tolleranza e pace, che sono le basi su cui è stata ricostruita l’Europa dopo il nazifascismo. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che la nostra costituzione è antifascista, per questo non esiste e non ha senso chiedersi se il fascismo abbia avuto anche aspetti positivi perchè è antitetico alla nostra repubblica.

Il teatro può far vivere in maniera molto efficace la memoria. È questo l’obiettivo dello spettacolo “Matilde e il team per san Vittore”, che verrà proposto lunedì 28 gennaio alle 21 al teatro Sociale. Saranno in scena le attrici Maddalena Crippa, Marta Marangoni e Rossana Mola dirette da Renato Sarti.

L’esibizione, tratta dal libro di Giuseppe Valota, “Dalla fabbrica ai lager” (Mimesis edizioni, 2015), è prodotta da Teatro della Cooperativa e racconta gli arresti degli operai delle fabbriche del Milanese, i cui scioperi bloccarono la produzione nel triangolo industriale lombardo durante la seconda guerra mondiale. Rastrellati di notte per mano dei fascisti, alcuni vennero trasferiti nella caserma Montelungo, allora Umberto I, insieme ad altri operai antifascisti e partigiani piemontesi e liguri. Con due convogli partirono dalla stazione di Bergamo almeno 835 persone con destinazione Mauthausen.

Il regista Sarti afferma: “Purtroppo col passare degli anni sono sempre meno i sopravvissuti alla Shoah e questo elemento di inquietudine deve far riflettere su come tramandare la memoria anche quando non ci saranno più. Attraverso il teatro e il cinema è possibile diffondere la conoscenza della storia e non dimenticare quello che è accaduto: ed è questo il nostro obiettivo. Per realizzarlo sono state essenziali le testimonianze delle donne, che da un lato hanno vissuto come tutti la fame, la povertà, i bombardamenti, la paura e le problematiche di un paese stremato in guerra e dall’altra hanno visto i propri uomini deportati dai nazifascisti”.

Gli fa eco Valota, figlio di un deportato e autore del libro da cui è tratta l’esibizione, che ricorda: “Gli scioperi cominciarono perchè le persone non ce la facevano più. Ne seguirono rastrellamenti e deportazioni degli operai: chi riuscì si nascose sulle montagne e fece il partigiano, mentre altri vennero deportati. Il trasporto era nazista ma gli arresti venivano effettuati dai fascisti, spesso in piena notte per aumentare il terrore. Tra gli arrestati c’erano padri di famiglia e ad eseguirli erano anche ragazzi giovanissimi e questo è un invito a riflettere sui rischi connessi al diffondersi dell’odio”.

L’esibizione esprime il ruolo che anche Bergamo ha avuto nelle deportazioni. Lo sottolinea l’assessore alla cultura, Nadia Ghisalberti: “Abbiamo voluto portare al Sociale uno spettacolo coinvolgente che racconta come anche la nostra città sia stata protagonista della grande tragedia della deportazione. La serata, gratuita e aperta a tutta la cittadinanza, mostrerà come la grande storia non sia separata dalla piccola storia, cioè dalle vite di ognuno di noi”.

Ma il teatro non sarà l’unico mezzo per fare memoria: in città sarà possibile partecipare anche a letture, incontri e mostre a tema. L’assessore Ghisalberti aggiunge: “Per questa importante occasione diventano protagonisti e costruttori di memoria storica le biblioteche, i centri socio-culturali e i musei oltre al Sociale. Accanto al teatro, sono impegnati a fare memoria l’Isrec, Aned Bergamo e la Biblioteca “Di Vittorio” – Cgil Bergamo che hanno proposto alle scuole percorsi di approfondimento sulla deportazione politica e, in particolare, proprio sulla storia della Montelungo. L’ex caserma è al centro di un importante progetto di riqualificazione (diventerà campus universitario) ed è necessario che i suoi futuri studenti e tutti i cittadini conoscano quanto accaduto tra quelle Mura nel 1944”.

Altro tema al centro dell’attenzione è la diversità, oggetto delle discriminazioni e delle persecuzioni nazifasciste. A questo argomento sarà dedicata una lettura accompagnata da brani musicali e organizzata dall’assessore alla coesione sociale, Maria Carolina Marchesi. L’appuntamento è sabato 26 gennaio alle 17 alla sala conferenze del complesso storico di Astino, un tempo sede di un manicomio femminile. Al centro dell’attenzione ci saranno i disabili, i malati mentali e gli omosessuali, che furono vittime del nazifascismo. Al termine sarà possibile visitare le sale dell’ex manicomio femminile dove è allestita una mostra sulle condizioni delle pazienti e sulle modalità di cura utilizzate all’epoca.

Per concludere, completano il cartellone tanti momenti organizzati in varie sedi: eccoli qui di seguito riportati.

Mercoledì 16 gennaio  alle 18 al centro socio-culturale di Borgo Palazzo incontro pubblico e visita guidata “La caserma Montelungo e la deportazione: Bergamo punto dell’universo concentrazionario”. La prenotazione è consigliata inviando un’email a cscpalazzo@comune.bg.it oppure telefonando allo 035238046.

Giovedì 22 gennaio alle 16.45 al centro socio-culturale di Celadina “Chiamarli per nome. Le loro storie nella nostra memoria”, letture a cura del CSC in collaborazione con il Circolo dei Narratori. Verranno proposti brani di Primo Levi e Liana Millu. La prenotazione è consigliata a CSC.celadina@comune.bg.it oppure telefonando allo 035295215.

Giovedì 24 gennaio dalle 14.30 alle 18.30 alla sala Galmozzi si svolgerà una giornata di studi a cura di Isrec e Aned Bergamo in collaborazione con il Centro promozione alla legalità di Bergamo. Il titolo è “La caserma Montelungo. Tra memoria e oblio, un luogo della città e della storia”.

Venerdì 25 gennaio dalle 20.30 alle 22.30 al centro socio culturale di Longuelo “Leggendo Anna Frank”, letture pubbliche di passi tratti dal testo di Anna Frank condotte dal Circolo dei narratori. A cura della commissione cultuale CSC.

Sabato 26 gennaio alle 16 alla biblioteca civica Tiraboschi “La Shoah raccontata ai bambini”, letture per famiglie e ragazzi (8-13 anni). Antonio Ferrara, vincitore del premio Andersen, dispiegherà la sua arte narrativa raccontando piccole storie nascoste nella storia con la “s” maiuscola, la storia di tutti gli uomini.

Sabato 26 gennaio alle 16.30 alla biblioteca “Luigi Pelandi” si terrà “ Voi che vivete sicuri”, letture ad alta voce a cura del Sistema bibliotecario Urbano in collaborazione con il Circolo dei narratori, con brani tratti da “Se questo è un uomo di Primo Levi.

Domenica 27 gennaio dalle 10 alle 13 alla biblioteca civica Angelo Mai “Vite spezzate. Gli ebrei italiani dal “mondo di prima” ai campi della morte”. Letture, musiche ed esposizione di libri e documenti.

Domenica 27 gennaio alle 17.30 alla chiesa di san Fermo “Attraverso queste mie parole”, presentazione del volume con letture e musiche alla presenza della curatrice, a cura di Fondazione Serughetti – La Porta, Acli, Anpi provinciale, Comune di Bergamo – Assessorato all’istruzione, università, formazione e sport, in collaborazione con Anpi sezione di Bergamo e Comunità di San Fermo.
Il volume curato da Gabriella Cremaschi (con prefazione di Liliana Segre, edizioni Scholé, 2019), è un’antologia di testimonianze sulla Shoah proposte come tracce per celebrare il giorno della Memoria.

Martedì 29 gennaio alle 20.30 alla GAMeC “Forme della memoria: oltre il memoriale”, conferenza per ragazzi e adulti a cura di GAMeC. Un incontro sul tema delle forme di trasmissione della memoria legata alla Shoah e che hanno segnato la strada per la commemorazione di altri drammi della storia del Novecento.

Giovedì 31 gennaio alle 17.30 al convento di san Francesco “Insegnare le “razze””. Il razzismo nella scuola italiana prima e durante il periodo delle leggi fasciste”, conferenza a cura del professor Gianluca Gabrielli, a cura del Museo delle storie di Bergamo.

Le iniziative sono realizzate dall’Assessorato alla cultura in collaborazione con: presidenza del consiglio comunale, Isrec, biblioteca di Vittorio – Cgil Bergamo, Proteo fare sapere, Aned Bergamo, Aned Sesto San Giovanni e Monza, Teatro della cooperativa, Istituto Superiore statale “Betty Ambiveri”, biblioteca civica Angelo Maj, Sistema Bibliotecario urbano, Centro Socio-culturale di Borgo Palazzo, di Celadina e di Longuelo, Museo delle storie di Bergamo, GAMeC, Lab80 film, S.A.S. – Servizio assistenza sale cinematografiche, Circolo dei Narratori, Fondazione Serughetti La Porta e Fondazione Teatro Donizetti.

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