Suicidi giovanili, Niccolò ce la fa: l'ospedale di Bergamo in campo per la prevenzione - BergamoNews
Il progetto

Suicidi giovanili, Niccolò ce la fa: l’ospedale di Bergamo in campo per la prevenzione

Il progetto si propone di attivare sul territorio bergamasco un programma di prevenzione dei comportamenti autolesionistici e suicidari con particolare attenzione alla fascia degli adolescenti e dei giovani adulti, tra i 13 e i 23 anni

Abbiamo conosciuto Niccolò Salvi, 28enne di Villa di Serio e laureato in Psicologia all’Università di Pavia, nell’estate scorsa quando, con il cuore in mano, ci ha raccontato del suicidio del suo migliore amico, Lorenzo, e del suo sogno di dare vita ad un progetto di prevenzione del suicidio nelle scuole ed università, per aiutare i giovani (ormai, purtroppo, molto numerosi) che vivono il momento più buio della propria vita. LEGGI QUI

Abbiamo seguito il suo viaggio in solitaria a cavallo di una bicicletta tra i fiordi islandesi per aumentare la visibilità della campagna (per la giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, il 10 settembre) raccontato tutto sul sito internet da lui creato. E la gioia nello scoprire che la raccolta fondi online avviata sul sito “gofundme” è stata un successo, con il raggiungimento di due mila euro (il doppio rispetto all’obiettivo prefissato dei mille) necessari per avviare il progetto e che permetteranno di svolgere ore di formazione da distribuire equamente sul numero totale di scuole coinvolte. LEGGI QUI

Ora, ad inizio 2019, il sogno di Niccolò ha raggiunto un livello successivo. Sì, perché l’Ospedale di Bergamo, che sin dall’inizio ha dato il proprio sostegno al progetto grazie alla dottoressa Simonetta Spada, al dottor Dario Piazzalunga e all’Unità di Psicologia del Papa Giovanni che ha assunto la gestione dell’intero progetto, ha pubblicato il bando che sancisce la definitiva ufficializzazione del progetto volto alla creazione di incontri negli istituti della Bergamasca per parlare con gli studenti e creare un’adeguata formazione per affrontare il tema del suicidio giovanile.

“La valutazione dei fattori protettivi è di particolare importanza, in tema di gesti di autolesionismo in età adolescenziale. Sia quando dobbiamo considerare il rischio di ripetizione del gesto in adolescenti che hanno già fatto un tentativo di suicidio, sia quando ci poniamo il dubbio di possibili comportamenti autolesivi da parte di adolescenti che non hanno messo in atto comportamenti suicidari.  Il presente progetto si propone di attivare sul territorio bergamasco un programma di prevenzione dei comportamenti autolesionistici e suicidari con particolare attenzione alla fascia degli adolescenti e dei giovani adulti, tra i 13 e i 23 anni.” Si legge nel bando pubblicato.

Nelle attività di sensibilizzazione verranno coinvolti tutti gli operatori che, nello svolgimento della loro attività professionale, hanno modo di intercettare la popolazione degli adolescenti o dei loro genitori. Ciò al fine di rinforzare le loro competenze nell’individuare soggetti particolarmente fragili e potenzialmente esposti a rischio autolesivo e di accompagnarli nell’invio di tali soggetti all’interno di percorsi di cura e presa in carico adeguati, entro i servizi già presenti territorialmente.

Il progetto avrà anche l’obiettivo di creare un intervento specifico di MFT (Multifamily Therapy) per i ragazzi che hanno già messo in atto un primo tentativo di suicidio e per le loro famiglie, finalizzato ad aiutarli a combattere l’isolamento sociale, espandere la propria rete, superare la stigmatizzazione, creare solidarietà tra loro, costruire nuove e molteplici prospettive, apportare sostegno e feed- back reciproco, sperimentare “care-giving sostitutivo”, infondere speranza.

“L’ufficializzazione del progetto di prevenzione del suicidio, ideato da Oakenglass e stilato dalla UOC Psicologia, rappresenta un grande passo verso la sua realizzazione – ha dichiarato Niccolò, entusiasta della conquista raggiunta -Voglio ringraziare tutti coloro che hanno creduto in me, in particolare la famiglia di Lorenzo: l’aiuto che ho ricevuto è stato essenziale. Ora, considerato l’aumento di portata del progetto, la collaborazione fra le varie figure coinvolte nella sua messa in opera diventa determinante.”

QUI IL BANDO COMPLETO

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