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La Guerra di Liberazione e lo sbarco ad Anzio: vi partecipò il bergamasco Paolo Bosio - BergamoNews
La memoria

La Guerra di Liberazione e lo sbarco ad Anzio: vi partecipò il bergamasco Paolo Bosio

Il presidente dell'Associazione nazionale combattenti guerra di liberazione inquadrati nei reparti regolari delle forze armate di Bergamo Michele Galante vuole ricordare uno dei tanti momenti topici della Guerra di Liberazione a cui partecipò - ed è un particolare non noto - il bergamasco Paolo Bosio nato a Peia.

Il presidente dell’Associazione nazionale combattenti guerra di liberazione inquadrati nei reparti regolari delle forze armate (Ancfargl) di Bergamo Michele Galante vuole ricordare uno dei tanti momenti topici della Guerra di Liberazione: lo sbarco ad Anzio avvenuto il 22 gennaio 1944.

Particolare mai reso noto è che anche un nostro concittadino bergamasco vi partecipò: Paolo Bosio nato a Peia il 18 settembre 1919 ed inquadrato in quei mesi nella 58esima Compagnia manovratori, con il grado di soldato. Successivamente continuò la Guerra di Liberazione nel 68° reggimento fanteria Legnano riuscendo, a fine conflitto, a rientrare in terra bergamasca.

Prima dello sbarco ad Anzio e Nettuno fu arruolato nei Carabinieri Reali nel 1940 per poi partecipare alla Campagna di Grecia nel 1941 e rientrando in Italia nel 1942 fino all’8 settembre 1943 dove decise di rimanere fedele al Re quale Capo delle FFAA.

Persona mite, lavoratrice, tenace e umile si spense il 2 aprile 2018 lasciando un ricordo indelebile.

Alle ore 2.45 del 22 gennaio 1944 al comando del Gen. Lucas sbarcò al porto di Anzio il VI Corpo d’Armata USA formato dalla I°Divisione corazzata USA, dalla 3° Divisione di fanteria USA e numerosi Reparti di Rangers e Commando Britannici.

Su un altro arenile, nel frattempo, chiamato Peter Beach, adiacente alla attuale località del lido dei Gigli, pose piede (nonostante la presenza in zona di un campo minato) il I°Battaglione del Royal Regiment, il II° Battaglione “North Staffordshire” ed il VI°Battaglione “Gordon Highlanders” della 2°Brigata di fanteria. Imponente era lo schieramento navale alleato che contava su 4 incrociatori, 24 cacciatorpediniere e 6 navi da trasporto, senza contare le centinaia di mezzi da sbarco e mezzi anfibi.

Kesserling, comandante delle forze tedesche in Italia, fu colto alla sprovvista dallo sbarco a sub di Roma. In aggiunta a mezzogiorno sbarcò la 2°Brigata Servizi Speciali seguita dalla 24° Brigata Guardie, del V°Battaglione “Grenadier Guards”, dal I° Battaglione “Scots Guards” e dal I°Battaglione “Irish Guard”. Infine a nord di Anzio prese piede, supportata da commando, parte della I°Divisione britannica e tra le odierne Anzio e Nettuno furono lanciati due battaglioni di paracadutisti americani ed a sud della stessa città sbarcò la 3°Divisione USA.

In 24 ore sbarcarono sul sito prestabilito altre 36,000 soldati alleati, mentre la copertura aerea fu assicurata dai caccia del XXII ASCO statunitense che effettuò 465 passaggi sulla testa di ponte e 165 a difesa del naviglio ormeggiato al largo per contrastare la reazione delle FFAA tedesche che realizzarono infatti sei incursioni articolate in un centinaio di azioni.

Roma poi fu conquistata successivamente con circa 30.000 perdite da parte degli americani tra morti, feriti e dispersi; gli inglesi circa 12.000 ed i tedeschi circa 25.000 uomini. Ad entrare nella capitale liberata oltre agli Alleati, con l’incredulità dei romani, ci fu anche il 67° rgt fanteria Legnano del Regio Esercito mentre Bosio, dopo lo sbarco, continuò la Guerra nel 68° fanteria del Gruppo di Combattimento Legnano (il reggimento gemello del 67° che nel frattempo fu posto alle dipendenze della 210° Divisione Costiera) entrando poi a liberare Bologna con i fanti del Gruppo Friuli il 21 aprile 1945.

A fine conflitto gli fu conferita la Croce di Guerra e la cittadinanza onoraria di Nettuno (fu congedato il 26 aprile 1945).

Il 67° fanteria Legnano (con cui combattè Bosio a Montelungo l’8/16 dicembre 1943), prima di essere trasferito ad altro Reparto, con una sua Compagnia contribuì a presidiare Roma tant’è che il 7 giugno 1944, schierato in piazza Venezia, l’Unità montò di guardia al palazzo del Quirinale dove lo stesso giorno era giunto il Principe Umberto di Savoia Luogotenente Generale del Regno d’Italia.

Paolo Bosio fu uno dei tanti bergamaschi e italiani partecipanti alla Guerra di Liberazione inquadrati nei Reparti Regolari italiani che, cobelligeranti con gli Alleati, scacciarono l’invasore tedesco dalla nostra amata Italia invasa con ignominia dopo l’8 settembre 1943.

Fecero tutto ciò per amore di Patria in ossequio al loro giuramento da soldati, senza chiedere medaglie e riconoscimenti.

È nostro dovere morale ricordarli tutti e rendere loro onore per la libertà di cui oggi godiamo.

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