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L’economia non sono solo aridi numeri: a lezione col vicedirettore del Sole 24 Ore

Scoprire cosa accade dentro la redazione del prestigioso quotidiano nazionale economico è toccato agli allievi della Bergamonews Academy che, condotti per mano dal vicedirettore Jean Marie Del Bo, hanno percorso nella decima lezione della terza edizione le varie tappe della realizzazione del giornale.

Norme, tributi, economia, finanza, giurisprudenza: dietro i numeri e le statistiche si svela l’immagine di una società che giorno per giorno viene raccontata e approfondita nei minimi dettagli da Il Sole 24 Ore.

Scoprire cosa accade dentro la redazione del prestigioso quotidiano nazionale economico è toccato agli allievi della Bergamonews Academy che, condotti per mano dal vicedirettore Jean Marie Del Bo, hanno percorso nella decima lezione della terza edizione le varie tappe della realizzazione del giornale.

Jean Marie Del Bo, laureato in giurisprudenza a Pavia, agli inizi della sua formazione lavorativa non aveva le idee ben chiare su cosa avrebbe potuto fare nella vita, ma tra le opzioni c’era quella del giornalismo. Decise così di iscriversi alla scuola di giornalismo di Milano, al termine della quale, prima con uno stage e poi assunto, è approdato a L’Eco di Bergamo, vivendo nella nostra città la sua prima esperienza da redattore ed entrando così in contatto con le varie figure che, in ruoli diversi, contribuiscono alla costruzione di un giornale cartaceo. Nel 1996 lascia la città di Bergamo per approdare al Sole 24 Ore, dove per molti anni si occupa di Norme e tributi e nell’ottobre del 2017 ne diventa vicedirettore.

Da un giornale di provincia a una redazione nazionale temevo che il salto non fosse stato facile – spiega  Del Bo – perché scrivere di economia vuol dire spiegare la società sotto altri punti di vista. Ma, dopo aver studiato la nuova materia mi sono accorto che raccontare e informare sull’economia vuol dire comunque raccontare fatti di cronaca, un altro tipo di cronaca, ma che esigono lo stesso approccio e lo stesso rigore appresi nel giornale di provincia”.

L’analisi economica ha consentito e consente di capire e poi illustrare i cambiamenti del nostro Paese: il Sole fa dell’economia uno specchietto retrovisore della condizione in cui verte questa società. La legge di bilancio, per dirne una, non è un insieme di numeri e di “sforamenti” dello 0,2 o 0,4 rispetto a quanto chiesto dall’Europa, ma ha delle ricadute importanti sul futuro degli italiani. Quest’ultima manovra, con le novità della flat tax, del reddito di cittadinanza e della quota 100, va dritta dritta a creare nuove condizioni per i giovani e per gli gli adulti, per i disoccupati e per i prossimi pensionandi.

Ma quello sui cui si è soffermato Jean Marie Del Bo è l’importanza del giornale, della creazione di un giornale: ogni giornalista, nel ruolo che gli compete, è in fondo un artigiano che giorno per giorno realizza un prodotto nuovo, frutto del proprio lavoro: molta tensione perché poi una volta stampato e distribuito gli errori, se ci sono, restano lì, definitivi, ma anche molta gratificazione per quel “prodotto” artigianale e intellettuale.

E sulla possibilità che l’informazione cartacea sia destinata all’estinzione? “Sebbene la carta per molti è destinata a estinguersi, questa permane nell’idea comune come una forma di autorevolezza. Perché, per esempio, molte banche hanno sedi prestigiose di cui potrebbero far a meno? Perché queste sono ormai simbolo di solidità. Lo stesso ragionamento vale per l carta”.

Oltre ai pro dell’evoluzione online del giornale, Del Bo porta gli allievi della Bgnews Academy 3 a guardare come la redazione del Sole 24 Ore lavora quotidianamente: riunioni, correzioni, scelte tematiche che vengono filtrate in base a una scala di valori che rispecchia ogni singolo lettore. Per questo Del Bo utilizza una metafora brillante per farsi comprendere dai futuri giornalisti: “Questo giornale assomiglia un po’ a un carciofo: ha varie foglie, dalla finanza, all’economia all’informazione normativa. Ognuno cerca la sua foglia, nel frattempo però gli capita di guardare anche le altre foglie, e noi speriamo che queste vengano trovate di altrettanto interesse”.

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