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"Claudio libero", "Morte al questore": gravi scritte ultrà dopo l'assoluzione del Bocia - BergamoNews
Bergamo

“Claudio libero”, “Morte al questore”: gravi scritte ultrà dopo l’assoluzione del Bocia fotogallery

La sentenza di venerdì ha riacceso gli animi degli ultrà atalantini, desiderosi di rivedere in Curva il loro leader, sottoposto a Daspo fino al 2022

“Claudio libero”, “Il fatto non sussiste”, ma soprattutto “Morte al questore”. Sono alcune delle frasi scritte sui muri del sottopasso del rondò delle Valli di Bergamo nella notte venerdì 11 e sabato 12 gennaio, poche ore dopo l’assoluzione di Claudio Galimberti. Il leader della Curva Nord atalantina era accusato di aver violato le disposizioni della sorveglianza speciale.

L’episodio incriminato risaliva al 10 luglio 2016. Quel giorno, una domenica mattina, Galimberti si recò allo stadio Comunale dove era in programma la consueta presentazione di inizio stagione della formazione di Gasperini.

Il Bocia però, secondo la pubblica accusa, che aveva chiesto una pena di quattro mesi, non avrebbe potuto esserci perché la sorveglianza speciale comporta il divieto di frequentare luoghi in cui ci sono assembramenti di tifosi.

Venerdì mattina Galimberti, difeso dall’avvocato Andrea Pezzotta, è stato assolto dal giudice perché “il fatto non sussiste”.

Bocia

Una sentenza che ha riacceso gli animi dei sui compagni di tifo, desiderosi di rivedere in Curva il loro capo carismatico, sottoposto a Daspo (il divieto di assistere a manifestazioni sportive) fino al 2022. Poche ore dopo il verdetto del tribunale gli ultrà sono tornati a farsi sentire con una serie di scritte a firma “1907” sui muri del cavalcavia del rondò delle Valli, non lontano dallo stadio e dalla questura.

Tra queste una molto grave che recita “Morte al questore” (Girolamo Fabiano Ndr), reo di aver firmato il provvedimento di divieto allo stadio per il Bocia. Proprio all’esterno del Comunale, sul cancello d’ingresso alla Curva, è stato invece apposto uno striscione con la scritta “Il fatto non sussiste, di nuovo assolto… Ma quanto tempo ancora per riaverlo qui?”.

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