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Sgarbi: “Leonardo? Un genio che compete con Dio nella creazione di figure vive” - BergamoNews
L'intervista

Sgarbi: “Leonardo? Un genio che compete con Dio nella creazione di figure vive”

Il noto critico d’arte ha dedicato a questo grande artista uno spettacolo che sta portando in scena in tutta Italia e che venerdì 11 gennaio alle 21 verrà proposto al teatro Creberg di Bergamo.

“Un riferimento universale in virtù della capacità di competere con Dio, cioè di creare delle figure che sono persone viventi”. Così Vittorio Sgarbi, intervistato da Bergamonews, definisce Leonardo Da Vinci, genio del Rinascimento di cui quest’anno ricorre il 500° anniversario di morte.

Il noto critico d’arte ha dedicato a questo grande artista uno spettacolo che sta portando in scena in tutta Italia e che venerdì 11 gennaio alle 21 verrà proposto al teatro Creberg di Bergamo. Lo abbiamo intervistato per saperne di più e per raccogliere le sue impressioni su questo autore straordinario.

Come è nato questo suo nuovo lavoro teatrale?

Ho iniziato una carriera che prosegue ormai da molti anni e nel tempo si è coltivata con l’esperienza. Come docente parlo a tante persone, inoltre ho tenuto migliaia di conferenze e incontri. Alla fine il produttore di Corrado Augias e Marco Travaglio (Marcello Corvino, ndr), che ha promosso spettacoli con queste persone popolari ma non attori, mi ha proposto di portare in scena “Caravaggio”; che ha ottenuto un grande successo ed è stato rappresentato per 300 serate.

Quindi la vostra collaborazione è proseguita?

Dopo “Caravaggio” mi ha chiesto a quale progetto avremmo potuto lavorare e mi sarebbe piaciuto concentrare l’attenzione sul Rinascimento. Poi ho fatto coincidere la parola “Rinascimento” con un’ipotesi tra l’altro non convinta di movimento politico a causa di alcune difficoltà. Quando Marco Travaglio fece la sua campagna con una serie di spettacoli teatrali per lanciare Il Fatto quotidiano, io pensavo di realizzare un’iniziativa analoga come “la cultura al potere” però, avendo le sue ambiguità, abbiamo pensato di trasformarla in tre spettacoli che avrei potuto ugualmente definire “Rinascimento”.

Quali sono?

Michelangelo, andato in scena l’anno scorso, Leonardo quest’anno e Raffaello il prossimo. Proponiamo questi tre grandi artisti in coincidenza con anniversari importanti riguardanti la loro vita, per esempio Leonardo Da Vinci è morto nel 1520, quindi quest’anno ricorre il 500° anniversario, mentre Raffaello, che andrà in scena nel 2020, è spirato nel 1520, quindi l’anno prossimo ricorrerà il quinto centenario della sua scomparsa. Questi spettacoli commemorano questi grandi artisti.

E cosa l’ha colpita maggiormente di Leonardo Da Vinci?

Nulla di quello che non debba colpire tutti: opere come la Gioconda colpiscono universalmente, non soltanto me. È indiscutibile che Leonardo sia un riferimento universale per il mondo, non solo per gli italiani, in virtù della capacità di competere con Dio, cioè di creare delle figure che sono persone viventi. La Gioconda vive e palpita, è una persona e non un dipinto e questo la rende così infinitamente conosciuta e popolare.

Il concetto è molto interessante: Leonardo ha una capacità artistica che è in grado di diventare creazione come farebbe Dio

Esattamente, è l’aspetto che caratterizza Leonardo Da Vinci più di altri artisti. Vale per l’Ultima cena, i cui protagonisti si muovono, si agitano e vivono… La mia interpretazione è esattamente questa. D’altra parte Leonardo non ha bisogno di me: il critico d’arte può essere utile per scoprire artisti dimenticati o opere sconosciute, ma ci vorrebbe una vita per leggere tutto quello che è stato scritto su questo artista. È evidente che io non mi debba far colpire da lui: devo darne un’interpretazione che in qualche modo diventa teatrale, quindi si apre a tanti stimoli, suggestioni, attualità e modernità. Ed è lo spirito con cui illustrerò questo grande autore.

In che modo è attuale?

Quando qualcuno afferma che la pittura è qualcosa di mentale apre un’avanguardia come Marcel Duchamp (artista rivoluzionario, ndr). Quando un autore 100 anni fa espone l’orinatoio stabilisce che l’opera d’arte è un pensiero, non più un’opera fatta. Da questo punto di vista tutta la modernità ha in Leonardo un riferimento diretto.

E i tratti che apprezza maggiormente di questo autore straordinario quali sono?

La competizione con Dio è il tratto primario. Poi c’è un fondamentale dilettantismo: è un autore che non ha un professionismo nell’arte ma cerca, tenta e sperimenta. La perfezione è nella mente mentre la mano è imperfetta. Questo lo mostra anche nell’esecuzione del Cenacolo che, come sappiamo è stato dipinto male perché non è stato eseguito a fresco ma a secco. Quindi è il genio dell’imperfezione, una personalità nella quale c’è l’ansia della conoscenza ma non c’è la perfezione convinta.

Quindi si può fare arte con imperfezione?

Assolutamente si. L’arte non è sinonimo di perfezione a ogni costo anzi nel suo caso è ricerca. E la ricerca è tutto nell’arte.

In che senso?

L’arte è ricerca, sperimentazione, proposta di cose nuove e da questo punto di vista Leonardo Da Vinci è l’artista ideale.

Sgarbi

Nello spettacolo illustra tutte le sue opere? Come sarà strutturata la serata?

Ci saranno tutti i dipinti che ha realizzato, con qualche disegno di riferimento. Inoltre proporrò alcuni confronti di varia natura anche con artisti più vicini a noi. E poi ci saranno intervalli musicali di Valentino Corvino (violino, viola, oud ed elettronica).

Per concludere, a quali progetti si sta dedicando per il prossimo futuro?

A novembre è uscita la prima parte del mio nuovo libro “Novecento”, che racconta l’arte in Italia da inizio secolo scorso agli anni Cinquanta, mentre il secondo volume, che si estende sino ai giorni nostri, verrà pubblicato a febbraio. Considerando che il percorso contenuto in quest’opera era troppo vasto, è stato diviso in due blocchi. Si tratta del punto d’arrivo de “I tesori d’Italia”, una storia che ho concepito circa sei anni fa e che adesso è giunta alla conclusione.

E poi ci sarà lo spettacolo dedicato a Raffaello

Verso luglio inizierò a dedicarmi a questo nuovo spettacolo, che è proiettato al 2020, così come a luglio-agosto 2018 avevo cominciato a lavorare per “Leonardo” in vista del 2019. Sono previsti, poi, quaranta spettacoli dedicati a Leonardo che terrò sul tetto del duomo di Milano: sarà una variazione di questa esibizione fatta solo per Milano e in una quantità molto elevata perchè nella parte alta può contenere solo 400 persone. E ancora, ricomincio l’attività a Palazzo Doebbing, a Sutri, di cui sono sindaco: ospiteremo esposizioni dedicate a Tiziano, Rosai, Ligabue e Guttuso, che ho programmato in questo bellissimo edificio che abbiamo aperto lo scorso settembre. In questo momento è in corso la mostra “Cleopatra” di Gentileschi con cui terminiamo la stagione, poi si chiude a metà gennaio e si riaprirà a marzo.

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