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Marco Bresolin all’Academy3: “Quello che non sai sull’Europa”

Per la nona lezione della Bergamonews Academy3 scende in campo Marco Bresolin, giornalista de La Stampa a Bruxelles, per spiegare agli aspiranti giornalisti l’Unione europea

Il concetto di Unione Europea, oggi più che mai, scalda una buona percentuale dei dibattiti politici e sociali. Come funziona l’UE? A questa domanda i giovanissimi riuscirebbero a rispondere a fatica, adulti e professionisti cercherebbero di dare una risposta che sarà più il frutto di un orientamento politico che il lavoro di un’informazione corretta. E se l’Europa è un meccanismo governativo molto complicato, l’informazione e il giornalismo dovrebbero facilitare al lettore la possibilità di capirla.

Nel contesto della formazione giornalistica gratuita della Bergamonews Academy 3 Marco Bresolin, giornalista a Bruxelles de La Stampa, scende in campo per i giovani futuri giornalisti a spiegare l’Europa e le sue funzioni organizzative.

“L’Unione europea sembra un’entità astratta, che ci riguarda solo quando ci mette dei vincoli”. Così Bresolin apre la nona lezione facendo luce sui dubbi che limitano la comprensione, la grandezza e l’efficienza di quella che chiama “Condominio Europa”.

“L’Italia, insieme agli altri stati, ha un posto dove stare in questo grande condominio. Come se ognuno avesse un proprio appartamento e delle regole condominiali da rispettare. Abbandonare questo appartamento per vivere da soli costerebbe molto di più. Guardiamo per un attimo la faccenda Brexit: questa è il frutto di come i tabloid inglesi hanno costruito l’informazione sull’Europa. Gli inglesi si ritrovano ora come un gatto messo fuori la porta durante l’inverno, che graffia sul portone per cercare riparo dal freddo”.

Ma se la metafora condominiale alleggerisce e facilita la possibilità di comprendere i pro del vivere nell’Ue, la politica economica dei mercati fa luce su un aspetto spesso accantonato ai margini. Propriamente Bresolin pone una domanda agli allievi dell’Academy: “Come potrebbe competere l’Italia da sola con gli USA? Aggregandosi a più Paesi l’Italia può essere molto più competitiva creando un gruppo con interessi comuni, offrendo maggiore appeal in termini quantitativi e qualitativi”.

Qual è allora il vero problema per l’Italia ma soprattutto per gli italiani cittadini europei? Forse il giornalismo, che cerca a tutti i costi di semplificare quei meccanismi complessi, finisce per banalizzare e diventare monotematico “magari pensando più a scrivere un bel titolo per catturare l’attenzione – spiega Bresolin – ma scrivere un bel titolo non è scrivere la verità”.

Così i giovani studenti della Bergamonews Academy 3 incrociano un tema che è molto presente nel giornalismo: conta di più vendere o rimanere fedeli alla deontologia dell’informare per la verità?

Dovrebbe essere ovvia la risposta come apparentemente ovvio ma in realtà non così praticato un altro monito che si aggiunge a quelli degli altri maestri che istruiscono gli allievi dell’Academy: “Non si fa del giornalismo rimanendo dietro una scrivania. La cronaca, prima vera maestra per i giornalisti, insegna le regole basilari di un mestiere che da Bergamo a Bruxelles rispetta sempre gli stessi criteri. Scrivere dell’Europa da Roma è più semplice, ma per raccontare, confrontare, verificare la notizia bisogna sempre recarsi sul posto”.

E per concludere sull’Europa Marco Bresolin sintetizza così: “L’UE è un nemico per chi ha interesse a indebolirla, a frammentarla”, lasciando i futuri giornalisti dell’Academy con un nuovo sguardo, completo e veritiero su una realtà tanto grande e complessa quanto preziosa.

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