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Entratico: botta e risposta sul presepe parrocchiale - BergamoNews
Il caso

Entratico: botta e risposta sul presepe parrocchiale

Querelle singolare sul presepe. Allestito con sagome realizzate in ferro e una candela all'altezza del cuore, durante le festività ha animato la pagina Facebook "Sei di Entratico se" con gli abitanti divisi tra sacro e profano, tradizione e modernità

Come si costruisce un presepe? Come devono essere le statuine attorno alla natività? Singolare la querelle sul presepe parrocchiale, tra sacro e profano, tradizione e modernità, che durante le festività ha animato la pagina Facebook “Sei di Entratico se”.

Durante tutto il periodo natalizio sul piazzale antistante la chiesa parrocchiale di Entratico, paese di duemila anime, il presepe realizzato da un fabbro di Nembro ha fatto bella mostra di sé rendendo suggestiva la visione serale, con sagome realizzate in ferro e una candela all’altezza del cuore, disposte attorno alla capanna, in mezzo a diverse balle di fieno.

Con un post pubblicato prima della fine dell’anno Susanna Trippa, si chiede: “Forse non ci vedo bene ma davanti alla parrocchia, in mezzo a quelle lugubre sagome nere la Madonna e San Giuseppe ci sono?”.

Apriti cielo. Di seguito una sequela di commenti se le figure siano o meno da considerarsi lugubri, se siano o meno da ritenersi sculture, e chi ha speso tempo e denaro per realizzare il presepio con Monica Nicoli che ne chiarisce il significato spiegando che “ogni sagoma ha un cuoricino che con la sera si illumina grazie ad una candelina, se si guarda attraverso il cuore si vede la natività”. Susanna tuttavia preferisce “il vecchio presepe davanti al Comune” e coglie l’occasione per esprimere il suo disappunto anche per la riqualificazione di piazza Europa.

Susanna, che evidentemente si rifà alla tradizione, passata l’epifania torna sulla questione, ribadendo le sue perplessità sulla natività allestita fuori dalla chiesa parrocchiale: “Mi pento e mi scuso davvero se sono stata poco gentile (sì, sono stata poco gentile) però vorrei spiegare i motivi del mio sconcerto e i miei ragionamenti in proposito” partendo dalla premessa “che non necessariamente il Nuovo sia meglio del Vecchio in quanto nuovo sempre e comunque”.

E poi i motivi del suo disappunto: “Prima di tutto il materiale con cui sono fatti i personaggi, sacri e non sacri: un pesante e nero ferro che opprime la mia vista invece di attrarmi. Ferro che diventa azzurro per il Bambino, ma sempre ferro è, e poi quell’azzurro è una culla vuota, un recipiente, il Bambino non c’è”. In seconda battuta le dimensioni: “sconcertanti, perché le persone in primo piano sono più grandi della Sacra Famiglia e la nascondono completamente. Dobbiamo proprio andare a cercarla”. Una possibile spiegazione? “Forse si voleva proprio rendere questo? Noi umani, con il nostro ego enorme, che solo da un minuscolo foro con dietro una candelina che illumina, possiamo essere messi in comunicazione con la Sacra Famiglia, cioè con lo Spirito? Può essere”. Tirando le somme: “La sensazione che ne ricavo è comunque sconsolata di fronte ad un quadro del genere e di notte poi il tutto mi appare ancora più lugubre. Se si è sempre rappresentata ogni Natività con un fulcro centrale, che è quello della Sacra Famiglia, e tutti gli altri personaggi se ne stanno più piccoli al loro posto, di contorno, un motivo c’è. Lasciamoci ammaestrare dal passato! “.

E anche in questo caso una sequela di commenti con Massimo Cortesi che ricorda come “ogni presepe ha la sua ricchezza nel messaggio più che nell’estetica sia che sia fatto in ferro ma con quel calore del cuore, sia che sia disegnato su un muro, sia che diventi strumento per rilanciare la fraternità come sta accadendo in molte parrocchie oggi , per ribadire un bisogno di umanità” e poi cita San Francesco d’Assisi: “Si dispone la greppia, si porta il fieno, sono menati il bue e l’asino. Si onora ivi la semplicità, si esalta la povertà, si loda l’umiltà e Greccio si trasforma quasi in una nuova Betlemme”. Susanna scomoda Andrea Buzzoni, “direttore stimatissimo per anni del Palazzo dei Diamanti a Ferrara e organizzatore di importantissime Mostre d’Arte”. Laconico il commento di quest’ultimo: “Impresentabile”.

Il giorno dopo la risposta di Sara Piccinini di 14 anni. “A spendere tempo e denaro per tale opera, che può piacere o meno, è stato mio fratello maggiore con il supporto della carpenteria di famiglia” che precisa come “tutto questo è stato dato in prestito al paese in modo totalmente gratuito, quindi comunico alla gentile signora che i fondi pubblici potranno avere altre occupazioni”. Le dimensioni delle sagome sono legate ad una questione tecnica per cui “Maria, Giuseppe e il bambin Gesù sono di dimensioni inferiori per una questione di prospettiva”. Infine il significato finale dell’opera: “le persone poste attorno alla Natività rappresentano tutti noi, e, guardando attraverso il cuore dell’individuo che secondo noi ci rappresenta maggiormente, vediamo ciò che è alla base di ogni presepe, cioè la Natività.”

Capitolo chiuso. Almeno fino al prossimo Natale.

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