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Aids, quando Instragam colma il vuoto e il silenzio di scuola e famiglia - BergamoNews
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Aids, quando Instragam colma il vuoto e il silenzio di scuola e famiglia

Nell'era dei social e della vita perennemente connessa, sono Instagram e le sue influencer a doversi far carico di un aspetto fondamentale dell'educazione giovanile

“È necessario fare il test, è importantissimo. Devono farlo tutti, indipendentemente dal vostro stile di vita o da come vi categorizzate come persone. Perché il modo più efficiente per sconfiggere questa malattia è farsi il test. E volevo farvi vedere quanto è facile farlo.”

È con queste parole che l’influencer Giulia Valentina si è rivolta ai suoi 520mila followers su Instagram per lanciare un messaggio forte di prevenzione all’Aids, in occasione della sua partecipazione alla campagna di Anlaids, creata in occasione della giornata mondiale contro l’AIDS.

Giulia, insieme a numerosi altri personaggi dello spettacolo, come la modella Paola Turani, è stata volto della campagna, ma per i suoi giovani followers ha assunto un ruolo molto più grande. È diventata un’ insegnante, una mamma, una sorella e portatrice coraggiosa di un messaggio che a fatica viene compreso dalle nuove generazione e che viene bollato come tabù da scuola e famiglia.

È sempre più raro e difficile, infatti, che si parli di sesso all’interno delle mura scolastiche e familiari e, con esso, delle malattie sessualmente trasmissibili. Ed è così che, nell’era dei social e della vita perennemente connessa, sono Instagram e le sue influencer a doversi far carico di un’educazione la cui trascuratezza non può che comportare danni e pericoli alla salute dei più giovani e non solo.

Nelle sue stories Giulia ha mostrato passo passo come fare il test dell’HIV: dall’acquisto in farmacia, all’esecuzione in diretta su sé stessa dell’esame, fino, anche, al link di Amazon dove poterlo comprare online.

“Ho fatto il filmato dove andavo a chiederlo in farmacia, perché io non mi rendo conto, ma ci sono tante persone che si vergognano addirittura a chiedere il preservativo. Quindi andare a chiedere il test dell’HIV per certe persone può essere una cosa di cui ci si vergogna. E per me è una follia perché mettere la vergogna prima dell’amore per sé stessi, la sicurezza, il rispetto per gli altri è assurdo. Quindi superate la vergogna e andate a chiedere il test.”

Un messaggio che non è rimasto inascoltato. Sono stati molteplici, infatti, i ragazzi e le ragazze che dopo le stories dell’influencer torinese hanno comprato e fatto il test, trovando, finalmente, il coraggio di compierlo, come riportano i messaggi ricevuti e “ripostati”

“Appena acquistato! Fiera di essere una tua follower perché non avevo mai pensato di fare il test, ma oggi mi hai convinta. Grazie!”. “Appena fatto, tutto bene. Volevo ringraziarti per le cose che hai detto oggi. Era già da un po’ che volevo farlo, ma, non so, forse un po’ di paura mi ha sempre frenato. Oggi, in qualche modo, sei riuscita a darmi forza.” E, ancora, “oggi appena ho visto te farlo ho preso quel coraggio che mi è mancato dopo aver avuto un rapporto a rischio e sono andata subito in farmacia a comprarlo.”

Questi sono solo alcuni delle decine di messaggi ricevuti, forse figli di una generazione troppo “influenzata” dai nuovi vip della rete, ma che, di certo, mostrano ciò che troppo spesso viene sottovalutato: l’estremo bisogno di avere un punto di riferimento e di un insegnante di vita a cui prestare ascolto e rivolgersi.

Instagram, per ora, sembra aver assunto questo compito e colmato (almeno in parte) il vuoto lasciato da scuola e famiglia, ma, per quanto potrà durare? E, quando il social più amato non ci sarà più, noi giovani a chi potremo rivolgerci?

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