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Aeroporto e rumore: “Vogliamo conoscere i dati sull’inquinamento acustico”

Gigi Mologni del Comitato Aeroporto di Bergamo chiede a Sacbo, la società che gestisce il Caravaggio maggiore trasparenza sui dati dell'inquinamento acustico.

Gigi Mologni del Comitato Aeroporto di Bergamo chiede a Sacbo, la società che gestisce il Caravaggio maggiore trasparenza sui dati dell’inquinamento acustico.

Gentile Direttore

Sacbo non perde occasione per mettere in evidenza i record di passeggeri in transito dallo scalo i Orio.

Peccato che non ponga analoga attenzione alla pubblicazione dei dati relativi all’inquinamento acustico rilevati dalle centraline che ha in gestione. A oggi l’unico dato presente sul sito (oltretutto con una veste grafica che ne rende molto più difficoltosa la individuazione) è quello relativo al mese di settembre 2018.

Siamo all’inizio di gennaio e questo ritardo appare davvero troppo, se pensiamo che quando gli stessi dati venivano gestiti dalla Provincia venivano resi pubblici in tempo reale e per singolo movimento aereo.  Oggi vengono forniti, con ritardi inaccettabili, dati di medie mensili (e di picchi giornalieri) difficilmente verificabili e analizzabili per fasce orarie, composizione dei velivoli etc.

Alla richiesta di garantire la trasparenza (tanto sbandierata sul sito Sacbo) e obbligatoria per Società concessionarie di servizi pubblici, la società ha sempre opposto il netto rifiuto.

Perché? E perché gli azionisti pubblici (Comune di Bergamo, Provincia e quota pubblica di SEA, che costituiscono la maggioranza azionaria) non impongono questo doveroso atto?

Di cosa si ha paura? Forse di verificare che sotto le rotte di decollo si riscontrino livelli di rumore che, per gli edifici sensibili come scuole, ospedali, case di riposo etc. sono molto molto superiori al limite di rumore ammesso dalla legge?

Capiamo la volontà d rendere pubblici record di cui c’è ben poco da essere lieti considerando gli effetti deleteri che hanno sulla salute delle persone, però con altrettanta chiarezza occorre mettere in evidenza che questi record non portano alcun beneficio sul piano della crescita occupazionale (come chiaramente indicato anche dal sindacato) mentre gli effetti di incremento di inquinamento e traffico indotto vengono sempre più ampliati e sofferti dai cittadini.

Anche queste affermazioni sono pubbliche, disponibili e documentabili. Chiediamo che anche ad esse venga data dignità di pubblicazione.

Con l’augurio che l’anno 2019 possa portare davvero a quello “sviluppo compatibile” da tutti auspicato (a parole) ma che finora si è risolto soltanto in uno “sviluppo e basta” col premio all’ultimo viaggiatore dell’anno, e spallucce a chi chiede che si applichino limiti e vincoli previsti dal vigente Piano di Sviluppo.

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