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Lascia la farmacia e fa il birraio a tempo pieno: “È la mia passione” foto

Dopo 24 anni Giovanni Fumagalli segue il suo cuore e insieme critica le liberalizzazioni delle farmacie: "La figura del titolare di farmacia viene sempre più delegittimata"

“Ho pensato che la produzione di birra potesse divenire una seria alternativa alla professione di farmacista, così ho deciso di dedicarmi al birrificio a tempo pieno”.

Dopo 24 anni, dei quali 17 anni da titolare, Giovanni Fumagalli, farmacista di San Pellegrino, cede l’attività per dedicarsi a tempo pieno a quella di birraio, cominciata 8 anni fa con l’apertura del Birrificio Via Priula.

“Non sono molto ottimista sul futuro della professione di titolare privato di farmacia. Ultimamente, con le cosiddette liberalizzazioni, il sistema è cambiato e la figura del titolare di farmacia viene sempre più delegittimata: veniamo additati come ‘casta privilegiata’, mettendo così in discussione un sistema territoriale capillare che ha sempre offerto buone prestazioni, soprattutto per le persone anziane che vivono lontano dai grandi centri abitati. In particolare, in questi anni abbiamo ampliato diversi servizi della nostra farmacia, tenendo anche aperto, dal 2012, con orario continuato ed anche i giorni festivi: evidentemente, questo tipo di sforzo non viene riconosciuto”.

Con queste presunte liberalizzazioni, secondo il dottor Fumagalli, le farmacie oggi vengono indebolite (in particolare le piccole realtà che sopravvivono a stento nei centri più periferici) e questo giocherà a favore di grandi gruppi economici che sono pronti a diventare nel medio termine i proprietari stessi delle farmacie, costituendo catene a marchio. Quali sono i gruppi economici che hanno un forte interesse sulle farmacie? I distributori del farmaco, pochi colossi a livello europeo che potranno vendere al dettaglio i farmaci che distribuiscono, la Grande distribuzione organizzata (Gdo), che per rendere sempre più attrattiva l’offerta dei centri commerciali tenderà ad inglobare l’offerta per la salute e i fondi d’investimento, sempre alla ricerca di nuovi territori dove mettere a frutto le loro risorse.

Mario Micheli ed Emanuela Sonzogni, cugini di Giovanni Fumagalli, subentreranno a quest’ultimo nella gestione dell’attività. “Al contrario di me, loro sono ancora ottimisti sul futuro delle farmacie indipendenti. In ogni caso, sono sicuro di lasciare l’attività che ho svolto per 24 anni nelle mani di ottimi farmacisti, capaci di garantirne continuità e sviluppo”.

Al di là del pessimismo sul futuro delle farmacie, però, il motore di questa scelta è stata, per Giovanni, la voglia di dedicare le proprie energie alle attività del birrificio che proprio in questo periodo stanno prendendo nuovo impulso e vigore: la gestione di due locali (a San Pellegrino e Bergamo) e il nuovo impianto di produzione in località Pracastello, che inizierà a funzionare a pieno regime da gennaio 2019.

Una passione, quella per la produzione di birra, che Giovanni coltiva già da ragazzo quando ha iniziato a documentarsi sulle tecniche e sui procedimenti, ispirati anche dal nonno, che si dilettava nel fare birra in casa come da tradizione familiare trentina. Un nonno, Ermanno Bonapace, che ha trasmesso al nipote sia la passione per il mondo della farmacia, sia per quello delle birre artigianali. Non è un caso quindi che una delle prime birre prodotte dal nipote sia stata chiamata “Bacio”: un’american pale ale ambrata ispirata all’ “Elisir Bacio”, un prodotto digestivo a base di estratti di corteccia di china, a basso contenuto alcolico, creato proprio dal nonno del farmacista all’inizio del ‘900.

Una scelta importante, quella di Giovanni Fumagalli, che, a 59 anni, “avendo la grande fortuna di poter ancora scegliere cosa mi piace fare di più”, decide di togliere il camice bianco per dedicarsi a tempo pieno all’attività di birraio e oste.

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