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“Caro 2018, grazie per gli amori ritrovati e le paure superate”

Nicole, 21 anni e la sua lettera di addio al 2018. Voi cosa vorreste dire all'anno che sta finendo?

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Caro 2018,
Sei stato un anno decisamente strano: alternato da periodi difficili che pesavano e non passassero mai ed altri dove un giorno era troppo poco. 365 giorni sembrano pochi, ma sono abbastanza perchè ora, al 31 dicembre, riesco a notare quanto io sia cambiata.

Caro 2018,
Sei stato l’anno delle promesse tipiche di una studentessa universitaria in piena crisi che “darò l’esame di fisica 1” ma che non ha lontanamente aperto il libro di quella materia e si è ritirata allo scritto di fondamenti di economia.

Caro 2018,
Ho capito quanto sia importante la famiglia e come ogni volta loro ci siano sempre stati ad ogni difficoltà e risata.

Caro 2018,
Un po’ ci speravo di incontrare, anche se lontanamente, quel principe azzurro di cui ho tanto sentito parlare nelle fiabe quando avevo solo 3 anni e invece così non è stato. Ho solo preso qualche cotta che è finita in meno di un mese.

Caro 2018,
Ho capito che il ruolo di madrina può essere imposto ma solo la bimba che ti affidano ti riconosce come tale: l’amore e la fiducia incondizionata di una bimba di 18 mesi sono la gioia più grande che ho scoperto, tanto da tatuarmi il suo nome. Non pensavo che da una giornata no, la sua presenza riuscisse a rendere la mia giornata migliore.

Caro 2018,
Ho comprato una macchina nuova! Tutta mia, che uso ogni giorno, che tratto con i guanti di velluto, di cui vado fiera e ci sono riuscita grazie al lavoro e ai miei genitori.

Caro 2018,
Non sai quante volte ho pensato di mollare, di lasciare il lavoro, di nascondermi sotto il piumone e non uscire mai più. Ho affrontato giorni dove tutto andava storto e il nervoso mi consumava ogni fibra. Quel lavoro che mi ha dato tante soddisfazioni ma anche ripensamenti, tanti “ma” e “se” dove inserire le chiavi nella porta del locale e aprire era incredibilmente difficile mentre andarsene sarebbe stato mille volte più facile. Ho imparato a prendere respiri profondi e a ragionare, smettendola di agire di petto alle situazioni, ad essere più responsabile e a ponderare le mie scelte valutando ogni pro e contro.

Caro 2018,
Dopo un anno ho ripreso in mano la macchina fotografica e non mi ricordavo quanto fosse bello isolarmi dal mondo intero e osservare ogni cosa attraverso ad un obiettivo, far vedere agli altri come io vedo il mondo.

Caro 2018,
Ho capito che le vere amicizie sono difficili da trovare, che vanno e vengono, ed ho smesso di far affidamento su altre persone. Mi sono chiusa a guscio ogni volta che qualche “amico” se ne andava, per poi ritornare più forte di prima ed imparare dagli sbagli.

Caro 2018,
In 365 giorni sono cresciuta, non di altezza per mia sfortuna eh!

Ho qualche tatuaggio in più sul corpo, molti centimetri in meno di capelli e un colore nuovo.

Ho affrontato la paura, dopo due anni di patente, di guidare in autostrada.

Ho viaggiato in 7 Paesi diversi, andando a più di 10mila chilometri da casa, innamorandomi di ogni cultura e luogo che ho visitato.

Ho imparato a gestire la rabbia, le delusioni, i tanti odiati abbracci ma i complimenti non li so ancora accettare.

Ho capito che affrontare qualcosa che non conosco non mi fa più tanto paura, anzi è una sfida.

Quindi, Caro 2019 ti sfido a sorprendermi e a farmi maturare ancora e ancora!

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