Quantcast
Raul Cremona: “Vi porto all'anno nuovo con risate e magia” - BergamoNews
L’intervista

Raul Cremona: “Vi porto all’anno nuovo con risate e magia”

L’illusionista e comico sarà in scena insieme al mentalista Vanni De Luca, ai Disguido e al prestigiatore Tiziano Grigioni. Lo abbiamo intervistato per saperne di più.

Raul Cremona arriva a Bergamo. Quest’anno sarà lui il protagonista dello spettacolo della notte di San Silvestro al teatro Creberg.

L’appuntamento, intitolato Capodanno in magia, è lunedì 31 dicembre alle 22.30 per una serata all’insegna di comicità e magia. Sul palco, accanto al famoso illusionista, attore e comico ci saranno il mentalista Vanni De Luca, i Disguido e il prestigiatore Tiziano Grigioni.

Abbiamo intervistato Raul Cremona per capire meglio come sarà lo spettacolo.

Come è nata questa esibizione?

È una serata di capodanno, quindi di buon auspicio per l’inizio del nuovo anno. Questa volta, però, proporremo lo show in chiave magica, per cui avremo degli ospiti magici. Io farò da padrino in casa e mi muoverò presentando personaggi come i Disguido, Vanni De Luca e Tiziano Grigioni. In modo particolare, quest’ultimo è un pickpocket, Vanni De Luca è un mentalista e i Disguido fanno un genere di magia che ricorda Charlie Chaplin o le comiche, mentre io porterò in scena alcuni dei miei personaggi tra uno sketch e l’altro, un po’ da prestigiatore, un po’ da protagonista accompagnando il pubblico verso l’inizio dell’anno: la nostra intenzione è augurare un magico 2019.

E quali numeri si potranno vedere?

Ognuno si esibirà nelle proprie specialità. Vanni De Luca fa cose straordinarie come risolvere il cubo di Rubik mentre recita la Divina Commedia e risolve un quadrato magico composto da due numeri suggeriti dallo spettatore. I Disguido rievocano la storia del cinema raccontandola attraverso effetti magici, mentre Tiziano Grigioni si esibirà in numeri di prestigiazione come sottrarre la cravatta, l’orologio o il portafoglio allo spettatore per poi farlo riapparire dove da lui indicato. Io, invece, condurrò la serata e presenterò diversi miei personaggi tra uno sketch e l’altro.

Saranno i suoi cavalli di battaglia?

Certamente. Porterò in scena quelli che mi hanno reso popolare, prediligendo quelli che il pubblico ha visto più recentemente. Sicuramente proporrò una citazione del mago Oronzo, Silvano il mago di Milano, Omen e magari Jacopo Ortis.

E a quali dei suoi personaggi è maggiormente legato?

Sono molto legato a ognuno dei miei personaggi e quello a cui sono particolarmente riconoscente è il mago Oronzo, che mi ha aperto le porte della televisione nel 1996 a Mai dire gol. E poi c’è Jerry Manipolini, che non interpreto da un po’ di tempo, che era il preferito di Raffaella Carrà.

Ci racconti

Nel 1991 Raffaella Carrà condusse “Fantastico” con Johnny Dorelli e partecipai alle audizioni tra 2.500 aspiranti comici fra i quali vi era anche Leonardo Pieraccioni. Mi sono esibito davanti a loro due e il mio personaggio piacque molto a Raffaella.

E come è Raffaella Carrà?

È straordinaria, è veramente la “madre degli artisti”. Ha un’attenzione e una disponibilità d’altri tempi: poter lavorare con lei è stata una grande soddisfazione.

L’abbinamento comicità-magia è molto interessante. Come è nato?

Mi è congeniale sin dall’inizio della carriera. Mi piace molto utilizzare uno stile ironico e giocare con il pubblico: il cabaret è stato una scoperta che ben si sposa con il mio repertorio di prestigiazione. È anche un aspetto che si avvicina molto al mio carattere: i personaggi che ho creato esprimono la mia vena comica.

In ognuno quindi c’è del suo?

Si, non avendo frequentato scuole di recitazione – eccetto aver partecipato a qualche lezione – in essi ho ritradotto cose che vedevo e sentivo mie o che ho acquisito con l’esperienza. I personaggi che porto in scena scaturiscono dal mio vissuto oppure, per esempio, da ciò che ho visto in tv nell’età giovanile. Muovermi verso il pubblico, invece, mi risulta spontaneo: le risate sono un mezzo per rendere lo spettacolo più empatico, nel corso dello show si ride ma i giochi di prestigio riescono davvero.

Il trucco c’è sempre?

Nel mio genere sì, solitamente alla base c’è sempre un gioco. Per altri, come nel caso dei prestigiatori più parodisti, magari c’è solo la gag. I miei numeri fanno parte della tradizione dell’illusionismo, intendendo prestigiazione, abilità di mano e giochi di prestigio.

Ma come si è avvicinato a questo mondo?

Tutto è cominciato da piccolo, quando avevo otto anni e ricevetti dai nonni la classica scatola magica sotto l’albero di Natale e il famoso “bacillus magicus” che mi ha portato fino a dove sono arrivato ora. A 17 anni sono entrato nel circolo dei maghi e man mano la mia carriera è proseguita.

E sono arrivati il teatro e la tv: quale preferisce?

Sono due esperienze differenti, anche se a teatro c’è un contatto più diretto con il pubblico e penso che sia la condizione ideale per effettuare uno spettacolo.

In televisione, invece, quale esperienza le ha dato di più?

Ne citerei almeno un paio: “Mai dire gol” mi ha cambiato la carriera, mentre dieci anni di “Zelig” hanno focalizzato l’attenzione sui miei personaggi e sulla mia cifra artistica.

Per concludere, quali sono i suoi progetti per il prossimo futuro?

Penso di tornare a teatro anche se tra un po’ di tempo perchè ho avuto un periodo piuttosto impegnativo. E in televisione sono ospite di Fabio Fazio il lunedì sera su RaiUno a “Che fuori tempo che fa”: ho partecipato a dieci puntate della scorsa edizione e per ora a otto di quella attuale.

Vuoi leggere Bergamonews senza pubblicità?
Iscriviti a Friends! la nuova Community di Bergamonews punto d’incontro tra lettori, redazione e realtà culturali e commerciali del territorio.
L'abbonamento annuale offre numerose opportunità, convenzioni e sconti con più di 120 Partner e il 10% della quota di iscrizione sarà devoluta in beneficenza.
Scopri di più, diventiamo Amici!
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI